Vince vacanza mordi e fuggi

11/02/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
035, pag. 14 del 11/2/2003
di Marco Dominici


Lo rivela indagine condotta su 500 albergatori dall’Isnart per Unioncamere.

Vince vacanza mordi e fuggi

Il soggiorno dura tre giorni. Prenotazioni in calo

Ormai è un dato acquisito, le vacanze sono sempre più ´fast’. Se da un lato diminuiscono le prenotazioni per il periodo febbraio-marzo, dall’altro si afferma la tendenza di vacanze di sole tre-quattro notti. E gli albergatori lanciano l’allarme per un mercato sempre più caratterizzato dal mordi e fuggi. Lo rileva l’Osservatorio dell’Unioncamere, curato dall’Istituto nazionale di ricerche turistiche (Isnart) su un campione di 500 imprenditori alberghieri attivi nelle località leader del turismo invernale. Dopo l’ottima performance registrata nel periodo natalizio (75% il livello di occupazione delle stanze nelle strutture ricettive), l’indagine mostra una significativa riduzione delle prenotazioni, ferme al 46,6% delle potenzialità per febbraio e al 45,3% per marzo. Ma gli stessi operatori segnalano che, per lo stesso periodo, si attendono un numero maggiore di prenotazioni last minute.

Sotto il Natale le vacanze in Alto Adige, Trentino e Lombardia, seguite dal Veneto e l’Abruzzo hanno registrato una occupazione quasi totale (98,2% l’Alto Adige, 95,9% il Trentino, 90,2% la Lombardia, 88,4% il Veneto e 84,5% l’Abruzzo), mentre c’è da segnalare una certa flessione per le località piemontesi (69,3%). A febbraio-marzo solo le località del Nordest e dell’Abruzzo sono riuscite a catturare una quota significativa di prenotazioni oscillante tra il 60 e il 69%, mentre per le altre regioni si attestano intorno al 40%.

´Il calo delle prenotazioni riflette il clima di incertezza e di tensione internazionale che tutti viviamo’, ha commentato Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere. ´Tuttavia le imprese del settore stanno investendo in formazione e qualità in maniera da permettere la ripresa del mercato turistico. Gli operatori che hanno puntato su questi ingredienti’, ha sottolineato Sangalli, ´calibrando la propria offerta soprattutto sulle necessità dei gruppi familiari, sono stati premiati’.

L’Osservatorio evidenzia che i villaggi con la formula all-inclusive hanno registrato le migliori performance nel periodo dicembre-gennaio (91,8% l’occupazione a Natale) e la maggior quota di prenotazioni per febbraio (63,3%) e marzo (66,7%).

In ogni caso vince la logica del mordi e fuggi. Se la montagna si conferma ancora la destinazione a più lunga permanenza (in media cinque-sei notti), la stagione invernale vede una forte contrazione della durata media di vacanze: solo tre-quattro notti a cliente. A livello regionale, solo il Trentino, l’Alto Adige e la Valle d’Aosta hanno conquistato l’attenzione degli appassionati di sci (le permanenze in media sono state rispettivamente di 6,3, 6,2 e 5,7 notti). Le città d’arte si confermano la destinazione tipica dei turisti del fine settimana (due-tre le notti di permanenza).