Vigilanza, stop alla riforma Mantovano perde la delega

23/02/2005

    Mercoledì 23 febbraio 2005

      Pagina 11 – Cronaca

      il caso

        Dopo la sparatoria di Verona, scoppia la polemica sulla sicurezza
        Vigilanza, stop alla riforma Mantovano perde la delega

        CLAUDIA FUSANI

          ROMA – La mattanza di Verona allunga ombre fino a Roma, a Montecitorio e sembra offrire lo spunto per un chiarimento tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Per ora ne fanno le spese un sottosegretario e un disegno di legge.

          Il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano (An) non ha più la delega del Viminale sulla vigilanza privata, uno dei capitoli della sicurezza privata su cui il ministero dell´Interno punta da un paio di anni per far quadrare meglio uomini e risorse. Lo strano killer Andrea Arrigoni, che era stato guardia del corpo di Umberto Bossi tra il 1994 e il 1996, è diventato poi una guardia privata, ha messo su l´agenzia Mercury investigazioni a Bergamo ed era uno dei dirigenti della CON.IPI, l´associazione nazionale degli investigatori privati e principale sponsor della proposta di legge che deve riorganizzare il settore dando più competenze e più responsabilità ai vigilantes. La notizia del ritiro della delega di Mantovano è circolata ieri in Commissione Affari costituzionali che sta esaminando la riforma della vigilanza privata. In serata Mantovano ha fatto sapere di essere stato lui, giovedì 17 febbraio, a «chiedere di non occuparsi più del provvedimento sulla sicurezza sussidiaria». Nessun ritiro, quindi. Semmai una rinuncia.

          Quel provvedimento però, proprio ieri è stato tolto dal calendario dei lavori della Commissione di questa settimana e sembra essere un´altra vittima della mattanza di Verona. Secondo alcuni parlamentari dell´opposizione, infatti, lo stop può essere ricollegato al giallo di Verona. Forza Italia nei giorni scorsi era stata molto critica con il contenuto della legge fortemente voluta da An e dall´onorevole Filippo Ascierto, ex maresciallo dei carabinieri e anche presidente della CON.IPI.

            Andrea Arrigoni negli ultimi mesi è stato un assiduo frequentatore di Montecitorio e di convegni organizzati alla Camera. Il 17 febbraio è a Palazzo Marini alla meeting nazionale sul tema "Droga, non è mai leggera" organizzato dall´Associazione Andromeda e CON.IPI. Le conclusioni del convegno sono affidate al ministro Maurizio Gasparri (An). «Oltre 500 persone hanno partecipato – si legge nel resoconto che si trova sul web – fra cui molti rappresentanti delle forze dell´ordine, generali e investigatori privati. Dalla Lombardia è sceso il nostro battagliero dirigente nazionale Andrea Arrigoni di Bergamo». Piccolo giallo. Queste poche righe ieri mattina erano state cancellate dal sito web. Arrigoni è ospite nella Sala Colonne della Camera anche il 14 dicembre 2004. Un altro convegno. E per lui, ancora applausi. Un´ascesa rapida. Fino all´altra notte quando muore dopo aver ucciso tre persone, una donna e due poliziotti.