Vigilanza Privata – esito incontro 26/112012

Roma, 28 novembre 2012

si è tenuto ieri il programmato incontro con Assiv/Cooperazione, per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata. Successivamente all’incontro precedente, e nel corso della scorsa settimana, si era attivata una fitta rete diplomatica, nel tentativo di individuare mediazioni che consentissero la chiusura del CCNL. Non ultimo uno scambio di mails con Federsicurezza che sembrava annunciare una, quanto mai auspicata, ricomposizione del tavolo, purtroppo smentita.

Dalle varie comunicazioni sembrava emergere la possibilità di trovare una mediazione sui nodi più salienti del testo proposto dalle controparti: orario di lavoro, classificazione del personale e “zona grigia”, dando per acquisito il cambio di appalto, su cui abbiamo un testo condiviso ormai da tempo.

All’incontro del mattino era presente anche il presidente di Assiv.
Abbiamo nuovamente esposto le nostre posizioni rispetto ai temi suddetti, registrando sì articolazioni diverse fra le OO.SS, ma non così distanti fra loro.

Dopo una sospensiva, le controparti ci hanno dato risposta definitiva su classificazione ed orario di lavoro, confermando la loro impostazione, e non accogliendo le nostre richieste.
Riassumendo brevemente:

    -orario di lavoro: eliminazione di tutti i riferimenti al D.L. 66;
    -deroga alle 11 ore di riposo giornaliero, fino ad un minimo di 9 ore, per 20 volte all’anno a lavoratore, senza demando al secondo livello di contrattazione;
    -2 ore in banca delle ore, un’ora in più di flessibilità, turno spezzato, concesso in mano alle aziende già dal CCNL;
    -eliminazione delle pause.
    -classificazione del personale: no alla stabilizzazione delle indennità, livello di ingresso di 48 mesi. Su questo punto vi è stata una timida apertura al computo dei precedenti rapporti a tempo determinato all’interno dei 48 mesi.
    -Disciplinare: è stata confermata la volontà di normare in modo stringente il licenziamento per giustificato motivo soggettivo (ci eravamo opposti);
    -Zona grigia: sarebbero state accolte parte delle nostre richieste.

Questo quadro, ancora molto confuso e del tutto insoddisfacente per tutte le sigle sindacali, abbiamo consegnato ai Segretari Generali nel pomeriggio di ieri.

Tutti i Segretari Generali hanno evidenziato e rappresentato la necessità di un ulteriore sforzo da parte delle associazioni per trovare una mediazione.

Dopo una breve sospensiva, le controparti hanno ribadito la loro posizione dichiarando che non vi sono più le condizioni per la stipula del rinnovo del CCNL. Ci è stato addirittura rinfacciato che abbiamo fatto un solo sciopero “fallito”.

Le reazioni di tutti i Segretari generali, sono state evidentemente molto decise, di fronte ad una dichiarazione così forte, inspiegabile ed inattesa.

Il nostro Segretario Generale, ha evidenziato quanto ciò fosse incomprensibile. Facendo, infatti, il bilancio dei temi affrontati, si registrano delle distanze più evidenti su due punti in particolare: classificazione ed orario di lavoro, fermo restando che ancora non si è affrontata la parte economica. Questo significa sottovalutare e sprecare il lavoro fin qui fatto, in particolar modo su cambio appalto e zona grigia.

Le controparti hanno tuttavia confermato la loro posizione, e quindi si è registrata una rottura della trattativa.

Quanto avvenuto ieri segna una svolta, se pur negativa, del negoziato.
La rottura fra Federsicurezza ed Assiv/Cooperazione, che sembra ormai insanabile, è in realtà dettata da una competizione fortissima sul mercato sia della Vigilanza Privata, ma ancor più sul portierato, fra le grandi imprese che se lo contendono.

Assiv/Cooperazione non ha avuto e non ha tuttora, un comportamento trasparente e lineare, spesso è sembrato che ci fossero degli affidamenti che sono stati smentiti subito dopo, rendendo così impossibile trovare degli equilibri. Il documento che hanno elaborato, soprattutto sui punti più spinosi, è frutto di un equilibrio fra imprese, e quindi una sommatoria delle singole specifiche richieste. Da qui la loro rigidezza nel trovare una mediazione con le OO.SS.
Prendendo ad esempio l’orario di lavoro, nessuna delle numerose proposte avanzate è stata presa in considerazione: né quella della Fisascat di stabilire a livello nazionale il limite numerico di utilizzo per ciascuna forma di flessibilità, né quella della Uiltucs di stabilire, oltre al limite numerico, le motivazioni di utilizzo, né la nostra di demandare l’attuazione di ciascuna flessibilità prevista, al secondo livello di contrattazione, aziendale e/o territoriale. E’ stato addirittura affermato che nessuna proposta fosse stata avanzata da parte sindacale.

In uno scenario che non lascia auspicare una soluzione positiva della vertenza, va evidentemente deciso come reagire.
Innanzitutto andrà proposto un percorso a Fisascat e Uiltucs, che dovrà necessariamente prevedere una mobilitazione, a partire da un attivo nazionale unitario.
Nel frattempo ci faremo parte attiva nella ricerca di una ripresa del confronto con le controparti, elaborando anche delle nostre proposte.

Infine, sarà necessario decidere in tempi brevi il da farsi rispetto alle cause per la richiesta della IVC.
Vi informeremo tempestivamente dei successivi ulteriori sviluppi.


p. la Filcams CGIL Nazionale
Franco Martini e Sabina Bigazzi