Vigilantes nel mirino dell’Antitrust

03/02/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
028, pag. 7 del 3/2/2004
di Lorenzo Allegrucci

Concorrenza.
Vigilantes nel mirino dell’Antitrust

L’Antitrust nazionale ha espresso alcune riserve sul disegno di legge ´Disposizioni in materia di sicurezza sussidiaria’ (AC4209), in tema di regolamentazione delle attività di sicurezza effettuate da istituti di vigilanza privati. I punti critici riguardano, in particolare, la previsione di registri per l’iscrizione dei soggetti operanti nel settore professionale, il rinvio a un regolamento di attuazione e le determinazioni di una ´Commissione consultiva centrale per le attività di sicurezza’ per gli aspetti più importanti del futuro assetto del settore.

Infatti, a parere della autorità, la creazione di registri non appare ´giustificata per ogni categoria di operatori del settore, posto che solo per alcune di esse si impone un rigoroso vaglio finalizzato alla tutela di interessi pubblici di primario rilievo’. Sul punto tuttavia potrebbe essere giustificata la creazione di un registro esclusivamente per i soggetti che utilizzano armi e mezzi di difesa, vista l’esigenza di esercitare un controllo particolarmente rigoroso, ma a condizione che l’accesso al registro sia subordinato solo al possesso di requisiti oggettivi escludendo tassativamente la previsione di un numero chiuso.

Per tali categorie di soggetti la creazione di registri comporterebbe, una innovazione rispetto alla normativa attuale, che le guardie giurate acquisiscano e perdano la propria qualifica in funzione dell’assunzione o del licenziamento. Tale meccanismo consentirebbe di accrescere la trasparenza dell’offerta di personale qualificato, rendendo possibile contattare immediatamente del personale qualificato senza dovere affrontare particolari costi di ricerca, selezione e formazione. Inoltre, ogni impresa potrebbe, anche se neo costituita, esercitare una concorrenza effettiva sul mercato senza vincoli strutturali alla offerta dei propri servizi. Infine per quanto concerne la commissione predetta, l’autorità ha ribadito la necessità di escludere che nel ddl possano essere introdotti elementi non giustificati che restringano la concorrenza. Quale per esempio la presenza di una maggioranza di rappresentanti delle categorie degli operatori del settore, portatori degli interessi da essi rappresentati ´rispetto agli interessi generali cui l’attività della commissione è preordinata’, pertanto la presenza di tali esponenti, se proprio indispensabile, dovrebbe essere formata da una componente di minoranza. Tali osservazioni sono ora sui tavoli dei presidenti di camera e senato, nonché del presidente del consiglio dei ministri. (riproduzione riservata)