Vietti «apre» alle associazioni

01/04/2003



            Martedí 01 Aprile 2003
            LIBERE PROFESSIONI


            Vietti «apre» alle associazioni

            Verifica più elastica per i gruppi già censiti dalla banca dati del Cnel


            DAL NOSTRO INVIATO
            TORINO – Il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, è riuscito a esorcizzare il timore dei tributaristi di essere confinati ai margini del sistema professionale. Intervenuto sabato a Torino al convegno nazionale organizzato dai consulenti tributari dell’Ancot, Vietti ha assicurato che per le «associazioni presenti nella banca dati del Cnel la verifica dei requisiti per il riconoscimento pubblico avverrà con criteri più elastici rispetto a quelli che saranno adottati a regime». La riforma, ha commentato Vietti, non vuole fare piazza pulita dell’esistente, ma vuole valorizzare gli elementi positivi del sistema. «La vostra presenza qui – ha aggiunto Vietti, riscuotendo un lungo applauso – testimonia che il mercato vi apprezza e vi dà fiducia». A preoccupare i tributaristi è l’azione congiunta di due fattori. Da un lato la sentenza della Corte di cassazione 49/03 in cui si ritiene che le attività relativamente libere possono essere esercitate da non iscritti in Albi a condizione che siano svolte in modo occasionale e in forma gratuita. Dall’altro, il progetto di riforma – cui sta lavorando Vietti – che stabilisce che non può essere riconosciuta una professione che fa riferimento ad attività qualificanti per gli iscritti in Ordini. «La distinzione tra le attività libere e quelle riservate agli iscritti agli Albi – ha assicurato Vietti – seguirà le dinamiche socio-economiche, non potrà essere stabilita una volta per tutte. Vogliamo costruire un sistema dinamico, senza cristallizzare il sistema, né a favore degli Ordini né delle attuali associazioni». In questo senso Vietti è apparso sulla stessa linea di Pierluigi Mantini, responsabile professioni della Margherita, che ha insistito sulle condizioni per creare un sistema duale. Per Mantini la riforma deve avere un effetto freezing sulle riserve, che non devono essere ampliate. Vietti ha difeso l’approccio realistico della riforma. La bozza congegnata dalla commissione di esperti nominati dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, «rappresenta – ha detto il sottosegretario – un buon punto di mediazione. Come tale ci sono, da una parte e dall’altra motivi di insoddisfazione, ma l’importante è raggiungere un punto di equilibrio in un settore dove gli interessi sono tanti e stratificati». Il progetto di riforma, una volta effettuate le ultime correzioni, verrà consegnato al Parlamento. E la sua forza, secondo Vietti, è nell’essere riuscito a raccogliere la convergenza di massima di Ordini e Associazioni. Sul fronte europeo, invece, il relatore della proposta di direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali, Stefano Zappalà, sembra orientato a costruire un sistema di corrispondenze vincolanti tra formazione, qualifica professionale e organismo di categoria – Ordine o Associazione – chiamato a "certificare" la qualità e le competenze dei professionisti (con obbligo di iscrizione) ai fini della libertà di stabilimento e della prestazione di servizi. «L’affidamento degli utenti – ha detto Zappalà – non ammmette sovrapposizioni tra Ordini o Associazioni nello stesso ambito di attività professionale». La commissione Giuridica del Parlamento europeo nelle prossime settimane dovrà anche scegliere se conservare le direttive settoriali (che potranno essere ampliate) accanto a un quadro di regole generali.
            M.C.D.