Vicenza. «Un caos alle Poste»

24/10/2005
    domenica 23 ottobre 2005

      I sindacati prendono di mira gli appalti per le pulizie

      «Un caos alle Poste»

        Vincono imprese del Sud che poi spariscono

          «Una situazione disastrosa, appalti che gridano vendetta». Sergio Baù, segretario provinciale della Filcams-Cgil non va tanto per il sottile anche perché il problema riguarda una settantina di donne. Dipendenti che vengono assunte dopo una gara d’appalto per la pulizia negli uffici postali della provincia. «Ma le aziende che vincono, spesso spariscono, non versano né contributi né gli stipendi alle operaie».

          In pratica Poste italiane ogni due anni indice gli appalti per affidare i servizi di pulizia nelle varie regioni. «Naturalmente vince la ditta che si presenta con il ribasso maggiore – sostiene Baù – a quel punto vengono selezionate alcune imprese, la maggior parte delle quali provengono dal Sud. Arrivano a Vicenza, lavorano per qualche mese, poi spariscono nel nulla. E a quel punto noi sindacalisti non possiamo nemmeno chiedere gli stipendi arretrati perché non riusciamo a rintracciare le imprese in questione dal momento che fanno istanza di fallimento».

          Ora i sindacati, Cgil-Cisl e Uil hanno aperto una vertenza con la Sanitas che ha sede a S. Giorgio a Cremano in provincia di Napoli e che ha vinto l’appalto nel Vicentino. «Arrivata a Vicenza ha cambiato gli orari delle lavoratrici – spiega Costantino Vaidanis della Fisascat-Cisl – per questo denunciamo l’inadempienza dell’applicazione contrattuale ed economica, visto che l’azienda ha ridotto con decisione unilaterale le prestazioni di lavoro utilizzando parametri e tempi inauditi e di fatto riducendo il salario ai lavoratori senza contattare prima i sindacati».

          «Ci sono operaie – spiega Susanna Viviani della Filcams-Cgil – che lavorano due ore in città poi devono spostarsi a Grisignano per arrivare a Cogollo. Si tratta di un esempio che rende comunque bene la situazione a cui sono sottoposte le lavoratrici e molte sono costrette a lasciare l’impiego anche per problemi legati alla famiglia».

          I rappresentanti di Cgil – Cisl e Uil si sono rivolti anche al Prefetto, il quale ha promesso di interessarsi al problema. «Non ci resta che denunciare i vergognosi ribassi che chiedono le Poste nei capitolati di appalto, mettendo in concorrenza spietata le aziende, a discapito di una adeguata pulizia degli ambienti e del rispetto delle leggi e dei contratti», conclude Baù.

          Se questa situazione si dovesse protrarre i sindacati useranno l’arma dello sciopero, intanto è già stato dichiarato lo stato di agitazione per le lavoratrici della Sanitas.

          (c. r.)