Vicenza. Protesta guardie giurate

18/02/2004


  Martedì 17 Febbraio 2004


I sindacati: «Turni perfino di 18 ore, nonostante gli accordi»
Guardie giurate, protesta
Carichi di lavoro assurdi
I 700 lavoratori della provincia minacciano anche uno sciopero

di Federico Ballardin

Le guardie giurate vicentine… giurano battaglia.
Ieri i sindacalisti Sergio Baù (Filcams Cgil) e Grazia Chisin (UilTucs-Uil) hanno lanciato l’allarme per una situazione generale ormai insostenibile nella quale verserebbero le settecento guardie giurate vicentine alle dipendenze degli otto istituti di vigilanza riconosciuti.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non sono le rivendicazioni economiche al primo posto della lista delle richieste.
La trattativa per il rinnovo del contratto, che scade il 30 aprile, è infatti avviata già da 18 mesi e sta seguendo un’altra strada.
La sirena suonata ieri, dunque, è tutta al vicentino e prende il via dall’aumento degli assalti criminali nella nostra provincia (150 chiamate a notte per ogni istituto di sicurezza, sono i dati forniti dai sindacati) e da un generale peggioramento delle condizioni di lavoro nell’ultimo anno. Non si possono più chiudere gli occhi, dicono i sindacalisti berici, di fronte alle inosservanze in materia di sicurezza ed orario di lavoro, proprio in considerazione dell’aumentato rischio. La proposta è dunque quella di riunire tutti attorno ad un tavolo, il prefetto Tranfaglia, il questore Rotondi (destinatari di una lettera datata 7 febbraio), gli istituti di vigilanza vicentini e pure Assindustria e Confcommercio.
L’obiettivo è quello di far rispettare le disposizioni emanate ancora il 1° marzo 2001 dall’allora questore Marcello Moraca. I provvedimenti prevedevano per i neoassunti 80 ore di corso di formazione da svolgere subito dopo l’assunzione, più 40 ore di formazione professionale da completare successivamente.
«Disposizioni mai rispettate dagli istituti di sicurezza vicentini: le nuove guardie giurate sono mandate allo sbaraglio. Ci sono lavoratori che fanno turni di 18 ore, quando il questore aveva stabilito turni di massimo 13 ore. Inoltre, in caso di allarme, le disposizioni della questura prevedono che sul luogo accorrano due guardie. Ad oggi ne interviene una soltanto, perché è meno costoso. Inoltre il servizio di trasporto valori viene spesso svolto da guardie che non hanno i sei mesi di esperienza previsti, e spesso il servizio di sicurezza ha personale inferiore a quello stabilito» rilevano Sergio Baù e Grazia Chisin che chiedono a prefetto e questore maggiori controlli sull’operato degli istituti vicentini.
All’orizzonte si intravedono già le ombre "minacciose" dello sciopero: «Abbiamo chiesto questo incontro per firmare un protocollo d’intesa con tutte le parti interessate – spiegano Cgil e Uil – se non otterremo nulla non escludiamo di ricorrere anche ad una forma di sciopero in accordo con le categorie economiche, in particolare Assindustria e Confcommercio, che vogliamo informare sulle problematiche del settore».
Lo slogan è già pronto: sulla sicurezza delle persone non si risparmia.