Vicenza. Fiera, i sindacati vanno all’attacco

05/10/2006

    mercoled� 4 ottobre 2006

    Pagine – Economia

      Tensioni verso la trasformazione in spa. Un documento di Cgil-Cisl-Uil preannuncia lo stato di agitazione

        Fiera, i sindacati vanno all’attacco
        contro consulenti e riorganizzazione

        di Gian Maria Maselli

        Sono preoccupati per il futuro sviluppo della Fiera di Vicenza, dicono di avere tante domande ma per ora nessuna risposta, Costantino Vaidanis della Fisascat-Cisl, Sergio Ba� della Filcams-Cgil e Grazia Chisin della Uiltucs-Uil, segretari generali delle tre maggiori sigle sindacali che si occupano di commercio, turismo, alberghi e servizi e a cui aderiscono pi� dei due terzi dei circa 60 dipendenti dell’Ente Fiera.

        Esprimono forti perplessit� sull’attuale gestione della Fiera, targata Valentino Ziche (presidente) e Corrado Facco (segretario generale) con particolare riferimento al nuovo organigramma entrato in vigore il 3 marzo scorso e contrassegnato, sostengono, dal ricorso a consulenze esterne. Forti dubbi li coltivano anche sui conti della Fiera. Inoltre sono certi che le maggiori rassegne cos� come le minori siano �in calo di visitatori ed espositori, soffrendo la concorrenza di altre fiere pi� dinamiche, e scontando una confusione gestionale�.

        Cos�, in attesa che il 18 ottobre si svolga la riunione del Cda dell’Ente Fiera (preludio ad un incontro con i sindacati nel quale verr� presentato il piano industriale con riassetti e strategie future) Cgil-Cisl-Uil mettono le mani avanti, lanciano l’allarme e si dicono pronti a dichiarare lo stato d’agitazione: �Sarebbe un’extrema ratio, ma se si va avanti tra le nebbie e l’incertezza siamo pronti a farvi ricorso�.

        Che non tirasse aria salubre nei rapporti tra la sessantina di dipendenti della Fiera e i dirigenti dell’Ente, si era gi� capito dall’assemblea dei dipendenti avvenuta il 29 agosto: i malumori sono stati riassunti nella piattaforma di rivendicazione sindacale che Vaidanis si incarica di sintetizzare: �Abbiamo chiesto una pi� trasparente gestione degli appalti e delle attivit� di terzi, con la creazione di una commissione bilaterale. Chiediamo un periodico dialogo con le rappresentanze sindacali su scelte e programmi formativi nella gestione del personale. E chiediamo soprattutto che l’organigramma venga rivisto, valorizzando il personale gi� esistente, eliminando i troppi filtri tra vari livelli che ostacolano l’attivit� e ridimensiondando l’apporto di consulenti esterni che dai dipendenti � vissuto come uno sconfinamento dalla semplice consulenza alla emanazione di direttive vere e proprie, creando intralcio all’operativit� quotidiana, oggi fondata su troppa confusione e discrezionalit�.

        Nel documento dei sindacati non mancano le rivendicazioni di carattere prettamente economico: �Se ci sono soldi per pagare i consulenti esterni ci saranno senz’altro anche per un miglior trattamento economico dei dipendenti� argomenta Vaidanis. Che aggiunge: �Sui presunti risparmi apportati dai consulenti esterni siamo assai dubbiosi, aspettiamo che vengano dimostrati dalla direzione�.

        Inoltre a preoccupare i sindacati c’� il fatto che �dalla presentazione del piano industriale alla trasformazione in Spa, prevista per fine anno, passeranno circa due mesi. Troppo poco tempo per valutare: secondo gli accordi il piano industriale doveva esserci illustrato entro il 20 giugno 2006. Lo stiamo ancora aspettando�, rilevano Ba� e Chisin.

          Fisascat, Filcams e Uiltucs per ora non mettono altra carne al fuoco, ma promettono di approfondire a breve temi come l’acquisto dell’hotel Holiday Inn da parte della Fiera (�ancora non si sa come si intenda usarlo�), il rispetto dell’articolo 2 dell’attuale statuto dell’Ente (�funzione sociale pubblica�, che Cgil-Cisl-Uil traducono in concessione a costi agevolati di spazi a onlus, associazioni e sindacati) e la sinergia tra le varie categorie economiche: �La Fiera serve a tutta l’economia vicentina e al turismo, non ci possono essere operatori economici che coltivano orticelli privati, magari con accordi per conto loro, o categorie come gli albergatori che aumentano i prezzi in occasione delle manifestazioni. Chiediamo alla politica e alle categorie economiche una maggior attenzione su quanto avviene in Fiera e durante le fiere�.