Vicenza. Commercio: senza contratto da un anno

21/11/2007
    martedì 20 novembre 2007

      Pagina 12 – Economia

      SCIOPERI.
      «Ci viene negato un aumento di 78 euro al mese»

        Dipendenti del commercio
        senza contratto da un anno

        Sara Marangon

        VICENZA
        Volantinagggio, sabato mattina al centro commerciale Palladio. Ma non venivano distribuiti annunci di offerte o promozioni: sotto le bandiere della Fisascat-Cisl alle persone che si accingevano a varcare le porte del complesso venivano distribuiti volantini con indicati, a caratteri cubitali, i motivi dello sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali della categoria del commercio.

        «Il motivo di questo sciopero è da ricercarsi nel mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale del terziario, distribuzione e servizi – ha spiegato il segretario generale della Fisascat-Cisl, Costantino Vaidanis – scaduto il 31 dicembre 2006. Dopo vari incontri, lo scorso settembre la Confcommercio ha deciso di interrompere le trattative, in realtà rotte per pure questioni politiche, dicendo che le nostre richieste risultavano eccessive. A fronte di questo comportamento inaccettabile le organizzazioni di categoria hanno indetto questo sciopero nazionale che, dal mio punto di vista, è andato particolarmente bene».

        «I vicentini hanno dimostrato interesse per i motivi della nostra protesta, forse perché – prosegue Vaidanis – anche loro sono dipendenti, clienti, o pensionati, e sanno cosa vuol dire ritrovarsi con una busta paga ridotta ai minimi termini e dover fare i conti con le numerose spese quotidiane. Noi chiediamo semplicemente un aumento mensile di 78 euro da raggiungere in due anni, e più diritti per i lavoratori che hanno contratti a termine, che lavorano a part-time o a tempo pieno, e per gli apprendisti, per ridurre la precarietà e dare un futuro anche ai giovani».