Vicenza. Commercio in agitazione: niente contratto, salari fermi

04/02/2004

  Martedì 3 Febbraio 2004


Rappresentanti provinciali Filcam Cgil in assemblea. Cala l’occupazione nel settore turismo
Commercio in agitazione
Niente contratto, salari fermi: pronti allo sciopero

(mau. masc.) Chiedono un aumento medio a regime di 107 euro "come recupero del differenziale inflattivo". Ma su salario, pensioni e diritti sindacali acquisiti, le associazioni datoriali hanno già risposto picche. Morale: il contratto dei lavoratori del commercio è scaduto da oltre un anno "e da parte di Confcommercio, Confesercenti, Lega delle Cooperative non si nota ancora nessuna volontà a trattare per chiudere in maniera corretta e ragionevole questo tormentato rinnovo contrattuale". È quanto ha affermato Marinella Meschieri, segretaria nazionale della Filcams-Cgil ( 2100 iscritti nel Vicentino, 190 mila a livello Veneto), ieri a Vicenza per il direttivo provinciale di categoria. Di fronte ad un centinaio di delegati, la Meschieri ha annunciato che a febbraio, se non ci saranno nel frattempo nuovi segnali di apertura da parte delle associazioni imprenditoriali, i lavoratori del commercio scenderanno di nuovo in piazza: " Uno sciopero lo abbiamo già fatto a dicembre, se nel corso di queste settimane non si faranno passi in avanti i lavoratori del commercio di Cgil Cisl e Uil torneranno a manifestare per chiedere la definizione del loro contratto".
Tira aria di preoccupazione tra i lavoratori del commercio: " Sul tappeto – ha detto Meschieri – non c’è solo l’adeguamento salariale ( oggi un dipendente di un supermercato di 4° livello prende mediamente 1300 euro lordi al mese) ma anche la riconferma dei diritti acquisiti, che con la nuova riforma del lavoro ( il riferimento è alla cosiddetta Legge Biagi) rischiano di essere cancellati".
Mentre negozi, botteghe, supermercati aumentano i loro prezzi, i salari dei lavoratori del commercio, cioè di chi sta dietro il banco, sono fermi da qualche anno.
"Anche nel Vicentino si avverte una forte preoccupazione. Sul versante occupazionale – ha spiegato il segretario provinciale della Filcams Cgil Sergio Baù – stiamo osservando strane e singolari dinamiche da parte delle imprese del settore che, in un contesto di riduzione dei costi, da un lato "tagliano" posti di lavoro e dall’altro chiedono sempre maggiore flessibilità di orario ai dipendenti". Secondo stime del segretario provinciale della Filcams, nell’arco dell’ultimo anno il commercio vicentino ha perso per strada un 5 per cento di posti di lavoro: " Assistiamo ad un calo occupazionale costante e preoccupante, soprattutto tra gli addetti al settore del turismo. Ma ancor più grave è l’aumento dei lavoratori "occupati in nero". Secondo dati in nostro possesso – ha detto Baù – i lavoratori fuori regola nel commercio locale sono aumentati del 30 per cento, ed il fenomeno non sembra arrestarsi".
Calo occupazionale, flessibilità esasperata, lavoro irregolare: con la Confcommercio vicentina il sindacato ha aperto da due anni un confronto bilaterale " ma sui temi di fondo non si è fatto alcun progresso – ha concluso Baù – Mi auguro che fin dal prossimo incontro si entri nel merito dei problemi, che sono ormai tanti e sempre più complessi".