Viareggio. I bagnini chiedono mezzi più moderni

08/05/2007
    martedì 8 maggio 2007

    Pagina 5 – Viareggio

      LA PROPOSTA

        «In pensione i patini di salvataggio»

          I bagnini: servono acquascooter e “isole” di 40-50 metri
          «Siamo pronti a ricorrere al Tar»

            Luca Cinotti

              PIETRASANTA. Chiedono di “mandare in pensione” il patino di salvataggio, a favore di mezzi più moderni. Si sono fatti fare una «relazione medica di un oculista del Versilia», per affermare che il campo visivo “di sicurezza” per un bagnino è di 40-50 metri e non di 80, come vogliono le attuali direttive. Gli assistenti bagnanti, aderenti alla Filcams-Cgil, hanno inoltrato, alla Capitaneria di porto e ai comuni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Forte, una lettera con 220 firme, per chiedere modifiche profonde al loro modo di lavorare, in vista dell’imminente stagione estiva.

                Modifiche, che devono partire dagli strumenti del mestiere.

                «Non è possibile – spiegano i bagnini – che nel 2007 venga utilizzato per il salvataggio un patino qualsiasi, abbandonato sulla spiaggia». Piuttosto, per stare al passo coi tempi, dovrebbe essere previsto «un mezzo di salvataggio omologato dal Registro Navale e l’obbligo di usare acquascooter, giubbotto di salvataggio e il salvagente apposito, chiamato rescue-tube».

                Insomma, per chi lavora in questo campo, la figura del bagnino, anche in Versilia, dovrebbe diventare sempre più simile a quella di un baywatch.

                Ma ci sono anche altre richieste, contenute nella lettera, a partire dalla riduzione «del fronte mare spettante a un singolo assistente, da 80 metri a 40-50 metri».

                Una misura scelta non a caso, visto che i bagnigni hanno portato al comandante della Capitaneria, Giovanni Canu, «una relazione medica di un dirigente medico dell’Ospedale Versilia, in cui viene affermato con chiarezza che, tenendo conto dei paramentri fisiologoici, per avere una migliore visione, l’isola deve essere di 40-50 metri per singoli addetti al salvamento e non di 80 metri, misura che va ben oltre le capacità del singolo lavoratore».

                Richieste, che finora non hanno avuto risposta, se si eccettua «qualche segnale di solidarietà da Viareggio». Per questo, i bagnini, chiedono al comandante Canu, del quale «riconoscono la professionalità, di organizzare un reale confronto con i professionisti del settore».

                Nessuna risposta adeguata, invece, è arrivata dalle associazioni di categoria dei balneari, che «hanno velatamente minacciato di appaltare a cooperative di comodo, e sottocosto, il servizio di assistenza. Anzi, ci sono state richieste da parte dei balneari in senso diametralmente opposto, come quella di ampliare il fronte mare di sorveglianza per il singolo addetto a 100 metri».

                Se non arriveranno risposte in tempi brevi, i bagnini minacciano un ricorso al Tar, per far valere le proprie ragioni.

                «Ci stiamo anche organizzando per organizzare un’iniziativa, durante la prossima estate, per far sensibilizzare i bagnanti sui nostri problemi».

                Luca Cinotti