Viareggio. Camerieri come braccianti

05/09/2006
    marted� 5 settembre 2006

    Pagina 4 – Viareggio

    Portieri al nero negli hotel
    Camerieri come braccianti

    LUCA CINOTTI

      VIAREGGIO. Studiare per cinque anni, fare esperienza negli alberghi di mezza Italia o in giro per l’Europa e poi finire a lavorare sottopagati negli hotel della Versilia. Nelle discoteche, invece, c’� chi viene assunto con il contratto del lavoratore a giornata, quello del bracciante agricolo.

        Storie di ordinaria precariet�, nascoste (neanche troppo, a dire il vero) dietro le facciate stuccate degli alberghi e sotto i suoni della musica sulle piste da ballo.

        A denunciare la situazione � il coordinatore del comparto alberghiero della Filcams-Cgil, Savino Lorusso, che racconta anche di come sia difficile per il sindacato “far breccia” fra i lavoratori di questo settore, vitale per l’economia della nostra zona.

        �Per capire la situazione in tanti hotel, prendiamo il caso della figura del portiere d’albergo – spiega Lorusso -: accade molto spesso che vengano “assunti” degli anziani, che lavorano completamente a nero e permettono al proprietario una notevole riduzione dei costi�.

        Oltre ai costi, in questa maniera, per� si riduce anche la qualit�: non � affatto detto, infatti, che queste persone abbiano la preparazione adeguata per rapportarsi alla clientela. Basta pensare alla conoscenza delle lingue straniere.

        Il nero, la sottoassicurazione, la precariet� riguardano anche altre figure professionai: �A partire dalle cameriere ai piani�, prosegue il sindacalista.

        Proprio la sottoassicurazione (dichiarare meno ore rispetto a quelle effettivamente lavorate) � una vera e propria piaga: anche perch� si riflette sulla possibilit� di ottenere l’indennit� di disoccupazione per gli stagionali, legata all’aver lavorato per 78 giorni effettivi.

        �C’� poi – aggiunge Massimiliano Bindocci, segretario della Filcams – un’altra pratica: si lavora per 11 mesi, si interrompe il contratto, si sta fermi trenta giorni “pagati” con la liquidazione e si viene riassunti dopo un mese�. Una trafila che, se d� l’illusione di lavorare con continuit�, in realt� non consente un percorso professionale (e contributivo) uniforme.

        Difficolt� anche nei tantissimi locali e discoteche sparsi per tutta la riviera versiliese.

        �In questi luoghi – spiegano alla Cgil – � molto diffuso il nero: sono tanti i barman e i camerieri di sala che ricevono compensi completamente al di fuori di qualsiasi busta paga�. Una forma di illegalit� favorita anche da un continuo turn-over che, fra l’altro, costituisce un formidabile ostacolo per il sindacato nel creare un sentire comune fra i lavoratori.

          Ci sono poi i lavoratori “assunti” a giornata, facendo riferimento ad un decreto legge del 1996 riguardante il lavoro agricolo. Una sorta di “bracciante del divertimento”, insomma, che mortifica la preparazione di tanti giovani che, pur di lavorare, accettano condizioni da terzo mondo.