Viaggiare è un po’ mangiare

16/11/2000
   


16 Novembre 2000



 





Viaggiare è un po’ mangiare
Bentton diversifiva e Autogrill diventa il primo gruppo mondiale nella ristorazione per i viaggiatori
DOMENICO MORO

I grandi gruppi italiani sono attivi nei processi di internazionalizzazione, persino nei settori come quello della distribuzione e della ristorazione, dove francesi e americani la fanno da padroni. Significativo è il caso del gruppo Autogrill: nelle scorse settimane ha inaugurato la più grande stazione di servizio della Francia, a Montelimar, sull’autostrada che collega Parigi con il Sud. Qui saranno offerti, su uno spazio di 7.500 mq, servizi multipli – bar, ristoranti, negozi -ai tre milioni di visitatori previsti annualmente. Negli stessi giorni, Hms Host, controllata Usa di Autogrill, ha iniziato la ratifica del contratto che gli consentirà la gestione di due importanti punti vendita presso l’aeroporto di Denver nel Colorado.
Questo operazioni, condotte contemporaneamente su mercati diversi, sono coerenti con una strategia di mercato molto aggressiva, che comprende l’investimento, nel prossimo anno, di 400 miliardi di lire per l’ammodernamento e l’apertura di nuovi punti vendita a livello mondiale. Di questa cifra il 60% andrà agli U.S.A. ed il 40 % all’Europa, dove l’Italia beneficerà di 100 miliardi, da impiegare per portare Spizzico da 153 punti vendita a 180 e Burger King da 7 a 29 ristoranti.
Il gruppo Autogrill è ora leader di mercato mondiale nella ristorazione per chi viaggia e può contare su 3.700 unità di vendita, comprensive di tutti i suoi marchi. Il gruppo è l’erede di Autogrill Sp nata dalla fusione, nel 1977, delle catene Motta, Pavesi, e Alemagna. L’inizio dell’espansione internazionale risale al 1993, seguito nel 1995 dalla privatizzazione dell’azienda. Da qui in poi è una sequenza ininterrotta di acquisizioni internazionali. Nel 1997 quella della gruppo Wienerwald, presente in Austria e Germania, e di Sogerba, catena di ristoranti e bar francesi, nel 1998 quella di AC holding, attiva nel Benelux. Nello scorso anno, il salto di qualità inglobando Frantour in Francia, Cepsa in Spagna, stabilendo un accordo con Burger King per l’apertura di ristoranti con il suo marchio in Italia, e soprattutto con l’acquisizione per mille miliardi di Host Marriott, che ha permesso insieme la conquista del mercato americano e della leadership mondiale.
Il gruppo Autogrill è di proprietà per il 57,09% di Edizione Holding, la finanziaria della famiglia Benetton. Il fatturato previsto per quest’anno è di 5.600 miliardi di lire (+ 9,4% sul ’99) mentre il margine operativo dovrebbe arrivare a 689 miliardi, pari al 12% delle vendite, con un incremento sul ’99 del 14,3%. Questi risultati permetterebbero al gruppo di agguantare il pareggio, nonostante la "perdita" di 10 miliardi di euro nel 1999, dovuta alle numerose acquisizioni effettuate. L’importanza di Autogrill all’interno della holding dei Benetton è meglio valutabile se pensiamo che nel 1999 il suo fatturato ha rappresentato il 40% del totale e che Benetton Group – il settore tessile – pesa "solamente" per il 30%.
Le vicende di Autogrill sono esemplificative di come agiscono le imprese internazionalizzate in epoca di globalizzazione. Innanzi tutto, Edizione holding ha operato una ristrutturazione interna concentrandosi sulle attività dove poteva raggiungere la leadership di mercato e cedendo quelle dove la partita era persa, come nel caso dei supermercati Gs, acquisiti dal numero due mondiale Carrefour. Le risorse ricavate sono state concentrate sulla internazionalizzazione, perseguita attraverso una politica di acquisizioni, la modalità preferita dal mercato in questo periodo.
Altra notazione significativa è che la holding rappresenta un elemento di connessione tra settori di mercato diversi ma che possono sviluppare delle sinergie. Non è un caso, ad esempio, che Edizione Holding all’attività di ristorazione per chi viaggia affianchi la partecipazione, con una quota del 18%, in Autostrade, il più importante gestore europeo, e con una quota del 40% – tramite Schema 24 – quella in Grandi Stazioni, che punta alla nuova definizione del ruolo sociale ed economico delle stazioni ferroviarie.