Viaggi, voglia di ripartire in un Bit

22/02/2002





..da In rilievo – Giovedi 21 Febbraio 2002
MILANO Uscito da un anno disastroso, il mondo del turismo si � dato appuntamento per tentare la ripresa
Viaggi, voglia di ripartire in un Bit

Nel 2001 persi il 5 per cento dei clienti. Il governo: pronti gli aiuti

Alla rassegna aperta ieri e che chiuder� i battenti domenica, 4500 espositori di 148 Paesi Grandi attese per un settore in cerca di rilancio

Ettore Cappetti




Milano. Si sono accesi i riflettori sulla ventiduesima edizione della Bit di Milano (Borsa Internazionale del Turismo). Un’edizione storica, carica di attese, a cui molti legano le speranze di una ripresa del turismo che negli ultimi mesi ha segnato il passo. Il 2001 � stato un anno da dimenticare per il turismo italiano. In molti hanno rinunciato alle ferie in Italia (americani e giapponesi in primo luogo) e i numeri lo confermano: l’ultimo trimestre dello scorso anno, ha fatto registrare una flessione di turisti del 5%. La paura di viaggiare ha causato una perdita di 3 miliardi di euro ed in particolare, per il comparto alberghiero, di un miliardo di euro. �Aspettiamo misure che ci agevolino – ha affermato il presidente di Federalberghi Bernab� Bocca – come la detrazione dell’Iva sul turismo congressuale gi� adottata da altre nazioni�.
All’orizzonte si intravedono prospettive incoraggianti e le cifre della Bit lo indicano chiaramente: 4500 espositori da 148 paesi, ad iniziare dagli Stati Uniti che hanno occupato un intero padiglione. All’inaugurazione della rassegna, che chiuder� i battenti domenica, il padrone di casa Adalberto Corsi (presidente di ExpoCts), ha elencato le numerose iniziative collaterali alla Bit che dovrebbero trasformarla in un laboratorio di idee al servizio dell’industria turistica per promuovere il made in Italy anche sotto l’aspetto della cultura, del costume e delle tradizioni che vivono nelle nostre regioni.
Tocca al sottosegretario al ministero delle Attivit� produttive, Giuseppe Galati, tracciare le linee del Governo in tema di turismo: �� gi� pronto il decreto per il comparto turistico e pensiamo ad un adeguamento normativo del settore con la concessione di crediti agevolati e sostegni alle imprese che reinvestono gli utili – ha affermato Galati – anche se � fondamentale una sinergia sempre pi� marcata tra pubblico e privato�. Sergio Bill� presidente della Confcommercio quando parla di turismo usa un accostamento molto efficace: �Attualmente il settore turistico � un pilastro dell’economia solo che non � di cemento armato ma di argilla e al primo scossone si sgretola�.
E l’ultimo, tremendo scossone si chiama 11 settembre. Dopo quella data la voglia di fare le valigie � venuta meno anche se gli economisti continuano a ritenere che il turismo rappresenti, comunque, il futuro dell’economia. Il numero uno di Confcommercio, non usa mezzi termini sull’opportunit� di cambiare rotta per attuare un programma di sostegno all’industria del turismo: �Nel nostro paese c’� una grave carenza di infrastrutture ed una rete di trasporti non all’altezza – ha spiegato Bill� – e con queste premesse � impossibile pensare di reggere il confronto con gli altri Paesi a vocazione turistica�.
Bill� ha poi messo il dito nella piaga del turismo nel Mezzogiorno, citando l’esempio di Pompei (750 impiegati nel settore) che richiama, ogni anno, 3 milioni di viaggiatori a fronte di una scarsa capacit� ricettiva (600 posti letto). Per il massimo rappresentante italiano degli operatori commerciali e turistici, � arrivato il momento di osare di pi� differenziando il turismo di massa da quello di qualit�. Nei prossimi due o tre anni inoltre, ci sar� l’arrivo in Europa di un turismo finora sconosciuto: dall’Oriente giungeranno non meno di 100 milioni di cinesi e per il nostro paese � un’occasione da non perdere. �Le misure adottate dal nostro governo sono utili ma serve una politica diversa – ha risposto – con l’abbassamento della pressione fiscale sulle imprese del settore che oggi sfiora il 50%. Difficilissimo reggere la concorrenza di Paesi come la Spagna dove l’Iva sul turismo � solo del 5%�.
Ettore Cappetti

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