Viaggi Ventaglio, semestre in rosso

15/07/2002


Sabato 13 Luglio 2002


Il tour operator annuncia che nel periodo estivo le prenotazioni crescono del 6%
Viaggi Ventaglio, semestre in rosso

S.Car.

MILANO – «L’effetto 11 settembre si può dire terminato». Il presidente de I Viaggi del Ventaglio , Bruno Virginio Colombo, ritiene di poter annunciare la fine delle difficoltà del turismo connesse al panico innescato dagli attentati terroristici di New York. Cifre alla mano, Colombo osserva che «nel periodo estivo, che rappresenta per noi oltre il 70% del fatturato, si sta verificando una buona ripresa, con prenotazioni maggiori rispetto allo scorso esercizio di circa il 6%». Lo strascico che rimane è forse solo l’accentuarsi delle preferenze per le destinazioni mediterranee rispetto a quelle a lungo raggio. Ma la semestrale del gruppo approvata ieri dal consiglio di amministrazione – che riguarda il periodo da novembre 2001 all’aprile 2002 – fotografa in pieno la crisi congiunturale del turismo nei mesi invernali. Il valore della produzione, a parità di perimetro di consolidamento, è sceso del 20% a 115 milioni di euro nel semestre che "fortunatamente" pesa solo per il 25% circa del giro d’affari complessivo: discesa attribuibile per il 60% al vero e proprio crollo verificatosi nei primi tre mesi. Il risultato operativo è negativo per 20,3 milioni di euro rispetto al rosso di 15,9 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il margine operativo lordo è altresì negativo per 20,3 milioni, contro il -9,8 del primo semestre dell’annata scorsa. Il rosso prima delle imposte è quindi aumentato da 23,1 a 33,7 milioni di euro (-29,2%). Per contro, gli oneri finanziari netti nel periodo si sono ridotti da 7,1 milioni del primo semestre 2001 a 6,2 milioni, con un miglioramento del 12,3% determinato dalla migliorata posizione finanziaria netta. Quest’ultima al 30 aprile 2002 risulta pari a -91,4 milioni di euro, migliorata di 35,2 milioni rispetto ai -126,6 milioni della fine del primo semestre 2001 e di 12,1 milioni rispetto ai -103,5 milioni al 31 gennaio 2002. Questo miglioramento è legato ai proventi del collocamento in Borsa e ad alcune cessioni immobiliari in Italia, e avrebbe potuto essere anche più spiccato se la società non avesse deciso di sostenere agenzie e fornitori nel momento più critico, e di cercare di contenere la perdita di fatturato con l’offerta di sconti. Il tutto, comunque, nel quadro di una politica di contenimento dei costi operativi e di struttura che ha consentito di assorbire parzialmente la minore marginalità dovuta al calo delle vendite. Ora il messaggio che viene dalla società è di moderato ottimismo. «Per l’intero esercizio contiamo di eguagliare il giro d’affari precedente, ma non escludiamo di terminare con un progresso – afferma Colombo -. Il successo soprattutto delle destinazioni Italia, Spagna (con un boom delle Baleari) e Messico consentirà di compensare totalmente nel secondo semestre la perdita di fatturato registrata nei primi sei mesi». Per quanto riguarda i margini, invece, il recupero non dovrebbe poter essere totale. Colombo sottolinea anche che l’accordo raggiunto con Lauda Air sta già dando risultati «molto soddisfacenti». L’ottica di espansione alla quale il gruppo non ha rinunciato è testimoniata anche dalla quattro nuove aperture di strutture in Italia, oltre a nuove iniziative all’estero. In Borsa ieri il titolo della società, prima della semestrale resa nota in serata, ha chiuso con un ribasso di circa il 5 per cento.