Viaggi, gli italiani tornano a spendere

16/02/2004


LUNEDÌ 16 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 21 – Cronaca
 
 

Viaggi, gli italiani tornano a spendere
2003, l´anno record: 56 miliardi di euro. Pochi scelgono l´estero
          I dati alla Borsa del Turismo di Milano. Nel 2002 la spesa fra 35 e 46 miliardi. Piacciono Sicilia, Sardegna e Puglia

          Piccini (Alpitour): "I soldi impiegati in vacanze sono un indice di qualità della vita"
          Metabolizzato il rischio terrorismo: in ripresa, ad esempio, le richieste per Bali

          STEFANO ROSSI


          MILANO – Cresce la voglia di vacanze degli italiani, che nel 2003 hanno speso 56 miliardi per la smania della villeggiatura, contro i 35 miliardi del 2002. Quasi due terzi scelgono l´Italia, con preferenza per il Sud e le Isole (oltre un quarto della spesa). Piacciono Sicilia, Sardegna, la Puglia che ha superato i «problemi di immagine» della vicinanza alla Bosnia in guerra e dell´immigrazione albanese. E ancora, buoni risultati per Toscana, Emilia Romagna, Trentino, Lazio e Liguria. Seguono le destinazioni europee, americane, africane. Cifre che hanno sorpreso in parte gli stessi operatori che affollano la Bit, la Borsa internazionale del turismo che si tiene alla Fiera di Milano e si chiude domani. E anche l´anno turistico in corso, che va dal primo novembre al 31 ottobre, malgrado la tensione internazionale e il carovita offre nuove conferme.
          Il primo trimestre, con il cruciale periodo natalizio, è andato bene, le prenotazioni per l´estate sono incoraggianti. Il settore si augura un anno senza eventi negativi di grande risonanza, ma registra pure come il turista italiano abbia metabolizzato il rischio terrorismo. L´esempio viene da Bali per la quale le remore, dopo il disastroso attentato dell´ottobre 2002, sono cadute presto: «Una volta, per molto meno, una località restava bloccata per mesi».
          Sembra insomma assorbito il contraccolpo negativo del crollo delle Twin Towers (settembre 2001) che aveva interrotto un trend positivo. Resta però qualche dubbio. L´Italia non era il Paese della spesa pagata a peso d´oro, degli affitti alle stelle, dell´implacabile erosione del risparmio? O semplicemente viviamo una dinamica da Paese arretrato, l´allargamento della forbice tra poveri e ricchi, con i secondi sempre più spendaccioni? «Niente di tutto questo – risponde Mauro Piccini, presidente del gruppo Alpitour – semplicemente il turismo è diventato esigenza primaria e i soldi impiegati per le vacanze un indice di qualità della vita, non certo di spreco».
          Piuttosto, Piccini invita a fare attenzione sui numeri che corrono alla Bit. A parlare di 35 miliardi di euro nel 2002 è l´Osservatorio nazionale sul turismo Isnart-Unioncamere, mentre il dato 2003 è di Federalberghi e Federturismo, che per il 2002 registrano 46 miliardi spesi dalle famiglie italiane: «I rilievi di Federturismo sono più completi, prendono in esame tutto il complesso delle strutture ricettive, a differenza di Unioncamere».
          Con il calo di presenze straniere (specialmente nordamericani, specialmente nelle città d´arte), la competizione diventa così principalmente interna. E come ti porto via il turista? L´Abruzzo ha dato la sua risposta, esibendo nel suo stand milanese due ragazze in topless in uno spettacolo di body painting. Il Moige, Movimento italiano genitori, ha protestato. Ma la folla è stata tanta.