Viaggi del Ventaglio – E i lavoratori?

26/07/2010

“Del fallimento dei ‘Viaggi del Ventaglio’, hanno parlato in tanti: la stampa nazionale e di settore ha dato ampio spazio alla notizia, raccontando gli ultimi avvenimenti, e le conseguenze per i viaggiatori, ma nessuno ha pensato di dedicare qualche parola alle 300 persone che, seppur in cassa integrazione, sono ancora dipendenti del gruppo a tutti gli effetti”. Così inizia una lettera aperta inviata ai media e alle istituzioni dai lavoratori dei “Viaggi del Ventaglio”, dopo la dichiarazione del fallimento dell’azienda turistica. I trecento dipendenti sono in maggioranza donne e, nell’attuale fase di crisi, sono difficilmente ricollocabili. “La decisione del tribunale di Milano – dicono nel documento – ci ha lasciato davvero perplessi e pieni di interrogativi a cui vorremmo risposte: chi e perché ha voluto portare per forza al fallimento i “Viaggi del Ventaglio”, quando erano percorribili altre strade, che avrebbero potuto dare anche garanzie occupazionali?
Come mai non si è tenuto conto che il fallimento comporterà la messa in mobilità di 300 persone a spese dello Stato? A chi darà vantaggio il fallimento del gruppo? Di certo non ai dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro, di certo non ai creditori che rischiano di non ricavare nemmeno un euro, di certo non ai clienti che avevano prenotato la loro vacanza e che non riusciranno a partire o dovranno modificare il loro viaggio”. I lavoratori contestano anche la decisione del tribunale di Milano che ha escluso il concordato, mentre quello di Genova lo ha concesso, e si chiedono come mai il fallimento coincida con il periodo di alta stagione. La lettera sottolinea infine che il fallimento “trascinerà con se, oltre alla consociata Columbus, anche tanti piccoli fornitori”.