Viaggi del Ventaglio, crac da 200 milioni

19/07/2010


Nominati i tre curatori del fallimento. Clienti in allarme, a rischio le vacanze

MILANO – Pollice verso per I Viaggi del Ventaglio, il tour operator che fa capo alla famiglia Colombo: il fallimento, deciso due giorni fa dal tribunale di Milano, ha portato ieri alla nomina della terna di curatori fallimentari. Il tribunale ieri ha confermato il commissario giudiziale Giuseppe Verna, che cambia quindi ruolo, e gli ha affiancato l´avvocato Alberto Redeghieri e il commercialista Vito Potenza.
Era stato proprio Verna, all´inizio di luglio, a giudicare non ammissibile la proposta di concordato presentata dal tour operator; due giorni fa c´era stato un tentativo in "zona Cesarini" con la presentazione di un´integrazione all´ipotesi precedente ma neanche questa nuova strada aveva convinto i giudici. Dunque, per il tour operator da tempo in gravissima difficoltà (era stato ammesso alla procedura concorsuale nel febbraio scorso) e ormai gravato da 200 milioni di debiti, di cui 9 con Unicredit (a fronte di un´attività ridotta ormai al lumicino) è suonata la campanella della ritirata. Niente da fare, hanno decretato i giudici accogliendo il parere del commissario giudiziale, impossibile tentare il salvataggio. Al contrario, resta fuori dalla procedura fallimentare Best Tours, che ha sottolineato con una nota che la sua attività continua ordinariamente e i rapporti commerciali «con tutti i suoi fornitori procedono regolarmente e senza interruzioni, così come le vendite dei pacchetti turistici, organizzati dalla stessa con mezzi tecnici, organizzativi e finanziari propri». La società è controllata all´84,5% dai Viaggi del Ventaglio ma ha bilanci certificati e conti in ordine e non è mai stata interessata da procedure concorsuali, a differenza di Ventaclub, Columbus spa (storico marchio genovese), Resort e ovviamente Viaggi del Ventaglio spa.
Era uscita dal perimetro del gruppo invece la compagnia aerea Livingstone, ceduta nel febbraio del 2009 all´imprenditore cinematografico Massimo Ferrero attraverso la Fg Holding. Drammatica la situazione per le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo che già da diversi mesi non percepivano le retribuzioni – sottolinea una nota sindacale della Filcams Cgil – né, quanto meno, alcuna risposta chiarificatrice dall´azienda. Per quanto riguarda i turisti-clienti che abbiano acquistato pacchetti, invece, l´unica strada dovrebbe essere quella di insinuarsi nella procedura fallimentare (ma c´è anche un Fondo di garanzia pubblico); la prolungata crisi aveva da tempo ridotto abbastanza l´attività, ma sono sicuramente coinvolti quantomeno i clienti che avevano negli anni precedenti acquistato pacchetti vacanza di durata pluriennale.