Viaggi d’affari sotto il controllo delle multinazionali

08/02/2001

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Giovedì 8 Febbraio 2001
italia-turismo
—pag—19

Viaggi d’affari sempre più sotto il controllo delle multinazionali Business, vincono i grandi

(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO I viaggi di lavoro sono un’importante voce di spesa (circa 15mila miliardi di lire l’anno) per le imprese italiane. La biglietteria aerea internazionale emessa nel 2000 in Italia ha raggiunto quota 6.500 miliardi di lire, mentre quella nazionale è arrivata a 3mila miliardi. Circa il 25% dell’intero traffico aereo è stato fatturato da multinazionali o agenzie di medio-grandi dimensioni specializzate nella gestione dei viaggi d’affari, quali Uvet Viaggi e Turismo, Carlson Wagon Lit Travel, Bti Italia, American Express, Ventura, Sestante Gtm, Cisalpina Tours, Grantour, ecc.

Tra i big del settore c’è il network Uvet Viaggi e Turismo: conta su 76 booking centre, 13 inplant, 44 stampanti satellitari remote e 500 addetti che gestiscono 620 miliardi di lire di biglietteria aerea, 60 miliardi di prenotazioni alberghiere e 10 miliardi di autonoleggi. Uno dei punti di forza di Uvet è il "travel booking engine", software con cui i clienti del network possono effettuare online prenotazioni (aeree, alberghiere e di autonoleggi) e — sempre online — ricevere conferma della prenotazione. Utile è anche il sistema "zoom’n view": con un seplice click sul computer il cliente può analizzare dettagliatamente le spese di viaggio (per divisione, centro di costo, singolo passeggero, fornitore).

Carlson Wagon Lit, controllata da Accor e Carlson Companies, sedi in 140 Paesi, in Italia dà lavoro a 386 dipendenti, serve oltre mille clienti, per un volume di vendite di oltre 605 miliardi di lire generati, fra l’altro, da 5 business travel centre, 6 agenzie e 44 inplant. Ha in serbo un’importante novità: a giugno attiverà, a livello mondiale, il portale "cwt-cairo" (customized applications internet related operations) interamente dedicato a travel manager (responsabili della gestione dei viaggi d’affari in azienda), viaggiatori e addetti alle prenotazioni, che potranno pure effettuare self-booking.

Plus delle agenzie multinazionali (ma anche della maggior parte di quelle di medio-grandi dimensioni) sono i servizi Mis (management information system), che offrono sofisticati strumenti per il monitoraggio dei costi, nel rispetto della travel policy.

Altra funzione fondamentale è quella consulenziale o di account management: consiste nella preparazione e gestione della travel policy, nella proposta delle tariffe migliori e di soluzioni per risparmiare, nella negoziazione e gestione degli accordi con vettori, hotel e autonoleggi. Offre questo servizio, ad esempio, la Business Travel International (Bti), con 3mila uffici in 80 Paesi nel cui capitale sono presenti la britannica Hogg Robinson e l’elvetica Kuoni. Bti Italia — dice Alfredo Pezzani, direttore commerciale della società che conta 5 uffici, 10 inplant, 26 stampanti satellitari remote, 106 collaboratori e un fatturato di 125 miliardi di lire — conta il maggior numero di account manager sul totale delle persone che impiega. Ciò garantisce valore aggiunto all’azienda, consentendole di evidenziare abitudini e comportamenti da modificare o integrare.

American Express — oltre 85mila dipendenti nel mondo e vendite annue superiori ai 22,5 miliardi di dollari, in sintonia con l’anima finanziaria del gruppo — si distingue per l’emissione di una carta di credito corporate per il pagamento individuale o centralizzato delle spese di viaggio: garantisce, fra l’altro, controllo ed elaborazione dei dati di spesa, oltre a emettere note spese automatizzate.

È da segnalare infine la presenza del capitolo italiano di Gebta (Guild of european business travel agents), associazione che raggruppa 19 tra agenzie di medie e grandi dimensioni (Acentro, GranTour, Cisalpina, Summertime, Lorandi, Carlson Wagon Lit, Sestante Gtm, ecc.), che rappresentano il 20% della spesa globale del business travel italiano. Gebta ha però solo finalità politiche: il parere dell’associazione è stato determinante nel rinviare la decisione di applicare l’Iva sui biglietti aerei comunitari, oltre che per la realizzazione di un nuovo codice di condotta dei Crs (sistemi di teleprenotazione aerea).

—firma—Ornella Giola