Via libera all’aumento delle pensioni basse

20/07/2007
    venerdì 20 luglio 2007

    Pagina 3 – Economia

    Alla Camera passa la fiducia:
    via libera all’aumento delle pensioni basse

      Hanno votato a favore tutti i partiti dell’Unione, larghi spazi vuoti tra le fila dell’opposizione. Arrivano nuovi fondi anche per le Ferrovie

        di Nedo Canetti/ Roma

          Con 309 voti a favore e 182 contrari, il governo ha ottenuto ieri sera, alla Camera, la fiducia, che aveva posto, il giorno prima, sul decreto legge in materia finanziaria, sull’extragettito, comunemente conosciuto come «tesoretto». Il provvedimento, in particolare, contiene l’aumento delle pensioni basse come deciso dal governo dopo l’accordo con i sindacati confederali. 491 i votanti, 246 il quorum necessario.

          Contrariamente a quanto avviene in Senato, il cui Regolamento prevede che il voto di fiducia vale anche come sì al provvedimento, alla Camera occorre un secondo voto, che avrà luogo il prossimo mercoledì, sul testo, in questo caso il maxiemendamento, nel cui testo il governo ha raggruppato tutte le disposizioni. Martedì saranno illustrati e votati gli odg, copiosamente presentati. Successivamente, per la definitiva conversione in legge, il decreto passerà all’attenzione di Palazzo Madama, con probabile nuovo voto di fiducia.

          La fiducia è stata posta per velocizzare il provvedimento, in modo da ottenerne l’approvazione, in entrambi i rami del Parlamento, prima della pausa estiva (scade il 31 agosto) anche per far fronte ad alcune urgenti necessità, per le Ferrovie, l’Anas, i ministeri, che avevano esaurito i fondi a disposizione e per tenere collegati risanamento e sviluppo. Non ci sono state sorprese, nel suffragio della Camera. A favore tutti i partiti dell’Unione; contro, con file parecchio diradate, i gruppi della Cdl. Hanno confermato la fiducia , pur con qualche distinguo, anche i partiti che, nei giorni scorsi, avevano sollevato perplessità sull’azione del governo, in particolare per la trattativa sulle pensioni.

          «Oggi -ha argomentato il segretario di Rifondazione, Franco Giordano- abbiamo dato al governo una fiducia importante, che è però condizionata dall’esito positivo della partita sulla previdenza». Sull’altro versante, è stato Sergio D’Elia a confermare che la Rnp avrebbe votato la fiducia «perché -ha precisato- non possiamo esprimere il voto contrario o l’astensione prima di conoscere la risposta di Prodi alle questioni poste da Emma Bonino e prima che si riuniscano i nostri organi dirigenti».

          Una fiducia condizionata, quindi, che mantiene sul governo una spada di Damocle che potrebbe calare già sul decreto, nel voto finale di martedì. Senza alcuna perplessità i voti dell’Ulivo, dei Comunisti italiani, dell’Idv e dell’Udeur. «Dopo aver cominciato una decisa opera di risanamento dei conti pubblici – ha commentato l’ulivista Carmern Motta, vice presidente della commissione Lavoro – oggi possiamo destinare importanti risorse per questioni di grande importanza sociale, per correggere alcune situazioni, come quella del cuneo fiscale, sollecitata dall’Unione europea, senza con questo mettere a rischio il raggiungimento dei parametri stabiliti in sede europea».

          Ricordiamo che il decreto recepisce una parte delle misure concordate dal governo con i sindacati, come l’aumento delle pensioni basse, che interessa tre milioni e trecentomila pensionati che hanno più di 64 anni e un reddito inferiore o pari a 8.500 euro l’anno; la possibilità per giovani e precari, di cumulare i periodi contributivi, maturati in diversi regimi previdenziali, facilitazioni per il riscatto della laurea a fini pensionistici.

          Misure, inoltre, per la sicurezza, per la scuola, gli enti locali"virtuosi", le imprese,r il bonus per i bebé, i vigili del fuoco, Poste, Enav, Onluss, lotta all’Aids, protezione civile. Si interviene pure per gli studi di settore, secondo gli accordi raggiunti con le categorie interessate e per estendere le facilitazioni del cuneo fiscale a banche e assicurazioni.