Via libera all`articolo 8 sulla deroga agli accordi nazionali. Camusso: il governo cancella la Costituzione

05/09/2011

ROMA – La licenziabilità può rientrare tra le deroghe alla contrattazione nazionale contenuta in accordi aziendali e territoriali, purché a sottoscriverli siano i sindacati più rappresentantivi, non solo a livello nazionale ma anche territoriale. Nessun licenziamento sarà comunque possibile per causa di matrimonio, ma anche per il periodo di gravidanza ed i congedi parentali.
Questo complesso di disposizioni, contenute nell`articolo 8, approvato ieri in commissione Bilancio insieme con altre novità, ha fatto riesplodere la conflittualità tra le parti sociali.
Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ne ha sostenuto l`approvazione, «non ha senso parlare di-libertà di licenziare o usare altre semplificazioni che non corrispondono, neppure lontanamente, alla oggettività della norma» che serve a meglio interpretare i contratti. Ma la Cgil, con il suo leader Susanna Camusso che proprio oggi scende n sciopero, dichiara che «non nnuncera a nessuno strumento per eliminare l`articolo 8 che cancella il contratto nazionale di lavoro e lo Statuto dei lavoratori». Duro il commento del leader del Pd, Pier Luigi Bersani: «Abbiamo un governo avventurista e irresponsabile che in un momento difficilissimo per il Paese pensa di ricavare qualche soddisfazione provocando rotture e divisioni nel corpo sociale». Plaudono alla norma sia Confindustria, che ne apprezza «il principio della validità erga omnes dei contratti aziendali stipulati a maggioranza con le rappresentanze sindacali», sia Confcommercio, che chiede di superare i conflitti. Una posizione condivisa anche dalla Cisl e dalla Uil, che sottolinea come venga recepito l`accordo interconfederale del 28 giugno scorso.
Ma ieri la commissione Bilancio è intervenuta anche su altri punti della manovra. Tra gli altri, è passato un emendamento che ha ripristinato il Sistri, cioè il sistema di tracciabilità dei rifiuti industriali, considerato uno strumento per combattere le ecomafie.
In tema di liberalizzazioni sono state introdotte alcune novità.
E` saltato il comma che estendeva la facoltà di tenere aperti gli esercizi commerciali senza limiti di orario dalle località turistiche a tutte le città. Quanto alla liberalizzazioni delle professioni e delle attività economiche, si è introdotto una limitazione per «ragioni connesse alla tutela della salute», un`espressione che dovrebbe comportare l`esclusione delle farmacie. Sempre le farmacie, ma anche i taxi e i notai sono destinatari di un altro emendamento che ha fatto saltare la cancellazione dei limiti relativi alle distanze. In pratica restano in vigore le norme sulle distanze per i negozi e gli studi professionali.
Nelle pieghe della manovra è passato anche un rifinanziamento del fondo-Letta per Roma-Capitale: è previsto un apporto di 24 milioni per il 2012 e 3o per il 2013. Sempre per Roma è previsto l`affidamento alla società pubblica Fintecna della dismissione del patrimonio immobiliare della Capitale. Approvata invece nella tarda serata di sabato una proposta del Pd sulla «spending review», ovvero la revisione integrale della spesa pubblica. La misura consente di avere per la prima volta un metodo per la riduzione della spesa. La norma impegna in particolare il ministro dell`Economia, d`intesa coni ministeri interessati, a presentare al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un «programma per la riorganizzazione della spesa pubblica». Tra questi obiettivi `è «l`accorpamento degli enti della previdenza pubblica», andando così verso una super Inps. E` passato anche un emendamento del Terzo Polo sulla creazione di un Fondo cui affluiscano i proventi della lotta all`evasione fiscale che non siano necessari per il mantenimento del pareggio di bilancio e la riduzione del debito.