Via libera agli sconti su Ici e affitti

08/11/2007
    giovedì 8 novembre 2007

      Pagina 2 – Economia

        Via libera agli sconti su Ici e affitti

          La maggioranza tiene in Senato. Scontro sulle coperture del ticket, ma in serata c’è l’accordo

            di Bianca Di Giovanni/ Roma

            AL VOTO Prima giornata di voti sugli emendamenti nel ring del Senato: la maggioranza tiene. Passano subito gli sconti Ici per milioni di famiglie. Per il 40% l’imposta viene completamente cancellata. Sì anche agli sconti per l’85% delle famiglie in affitto. Il risultato arriva dopo l’ultimo braccio di ferro con l’opposizione sulle risorse per eliminare il ticket, su cui si è aperto un conflitto tra ministero e Ragioneria. Il centrodestra ottiene il rinvio in commissione, e solo in serata si giunge alla soluzione tecnica, in parte indicata dallo stesso Ragioniere generale dello Stato presente alla riunione. Intanto si sciolgono i nodi ancora irrisolti nella maggioranza: verso la soluzione il caso dei precari (si introduce la selezione), quello della class action e infine il tetto ai dirigenti (per la Rai si va verso l’esclusione degli artisti). Gli unici a restare fuori da intese e a tirare la corda con la prova dell’Aula restano Franco Turigliatto e Ferdinando Rossi: non rinunciano alle proposte (votate anche dalla casa delle libertà): ma tutte vengono bocciate, anche se a volte solo per un soffio. Ha fatto scalpore il caso di Franca Rame, che vota contro un emendamento firmato da lei stessa per fedeltà al governo. Il voto riprende oggi alle 9,30, quando l’emendamento tecnico sul ticket preparato in commissione dovrebbe arrivare in Aula. Sembra tramontare l’ipotesi della fiducia, e anche quella della spallata. La maggioranza procede. Almeno per ora.

            Tra le altre proposte passate al «filtro» dell’Aula, l’impegno a destinare al lavoro dipendente l’eventuale extragettito del 2008, lo sconto fiscale per le ristrutturazioni edilizie, la detrazione del 55% per le installazioni «ecologiche» (pannelli solari, caldaie efficienti) prorogata per altri tre anni, il bonus per frigoriferi a basso consumo, le detrazioni sull’assegno di mantenimento dei separati.

            Ma la misura più importante è sicuramente quella sulla casa. Tra Ici e affitti si alleggeriscono le spese delle famiglie per un miliardo e mezzo. Palazzo Chigi ha lasciato filtrare in serata soddisfazione e apprezzamento per il lavoro del Senato. La norma sull’Ici prevede già dal 2008 un ulteriore sconto ici sulla prima casa fino a un massimo di 200 euro, che si andrà ad aggiungere a quello di 103,29 euro già in vigore. L’ulteriore detrazione, fruibile in sede di versamento dell’ici, non si applicherà alle case di lusso (categoria catastale a1), alle ville (a8) e ai castelli (a9). Eliminato dalla commissione, invece, il tetto al reddito di 50mila euro previsto nel testo originario. Per quasi il 40% delle famiglie che vivono in casa di proprietà l’imposta sarà integralmente cancellata. Sul fronte degli affitti, invece, ci sarà una nuova detrazione irpef, destinata agli inquilini a basso reddito. Lo sconto sarà di 300 euro per chi ha redditi inferiori a 15.493,71 euro e di 150 euro se il reddito supera questa soglia ma resta sotto i 30.987,41 euro. «Si tratta di un intervento estremamente consistente – afferma il sottosegretario Alfiero Grandi – Costa molto perché è una misura che va ad una percentuale molto alta della platea, che è composta da 4 milioni di famiglie». In ogni caso per Grandi con i primi due articoli passano i pilastri della Finanziaria. Nel pacchetto fiscale già approvato, anche il bonus per i giovani che lasciano la casa dei genitori. I ragazzi tra i 20 e i 30 anni che affittano un’abitazione avranno uno sconto di 991,6 euro se il loro reddito non supera i 15.493,71 euro.

            Sconfitta sui voti, l’opposizione cavalca lo scontro tra ministero e Ragioneria sulla copertura dell’eliminazione del ticket. Dopo le rassicurazioni di Tommaso Padoa-Schioppa in Aula, la questione si riapre con il cosiddetto allegato 7, il documento che riassume gli effetti finanziari di tutti gli emendamenti arrivati in Aula. Le tabelle arrivano con un visto della Ragioneria, che però non conferma la bollinatura. Anzi, dice che gli effetti di cassa (non di competenza, come vuole la Costituzione) rivelano uno sbilancio di 294 milioni. Nel documento si indicano due strade per reperirne 200. In serata la commissione accetta le due proposte e reperisce altri 94 milioni dalle tabelle.