Via libera ad altri ottomila stagionali

23/05/2002





Immigrati – Permessi per agricoltura e turismo
Via libera ad altri ottomila stagionali

Michele Menichella

ROMA – In arrivo altri 8mila extracomunitari stagionali per le imprese agricole e turistiche. La decisione è stata presa ieri dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, che per decreto ha provveduto a incrementare del 20% la quota già fissata per il 2002, pari a 39.400 lavoratori. A conti fatti l’aumento della manodopera straniera sarà di 7.880 unità da distribuire tra le tutte le regioni. La motivazione di Maroni va ricercata nelle pressanti richieste dalle categorie interessate (in prima linea Confagricoltura, Coldiretti e Cia) che da tempo sollecitavano un consistente incremento dell’utilizzo degli stagionali. Richieste avallate con forza anche dai sindacati e dalle Regioni. Per Maroni l’ulteriore assegnazione si giustifica anche in «considerazione dell’impegno preso dai datori di lavoro qualche mese fa che prevede la garanzia di parte degli stessi del rimpatrio degli stagionali alla scadenza del contratto». E il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, rileva che «probabilmente saranno necessari ulteriori ingressi per soddisfare le richieste delle aziende soprattutto al Sud». In virtù dei tre decreti emanati dall’inizio del l’anno dal ministro Maroni la disponibilità totale degli stagionali è salita a 47.280 unità. Con il primo provvedimento del 4 febbraio erano stati assegnati alle Regioni del Centro-Nord 33mila lavoratori ai quali se ne aggiunsero col decreto del 12 marzo altri 6.400, tutti riservati alle regioni del Sud. E da allora le organizzazioni agricole hanno continuato a chiedere una quota aggiuntiva di almeno 20mila unità per poter soddisfare tutte le esigenze delle aziende impegnate fino a settembre nella raccolta di ortaggi, frutta, uva e olive. Ecco perché il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, considera l’intervento di Maroni solo «un primo passo per rispondere alla migliaia di domande di assunzione che giacciono inevase presso le direzioni provinciali del lavoro». Per Bedoni si impone un ulteriore intervento poiché «le autorizzazioni previste non bastano ed occorre attivarsi per soddisfare i fabbisogni reali». Un commento parzialmente positivo è arrivato da Confagricoltura che non ha mancato di precisare che la percentuale destinata alle imprese agricole è inferiore al fabbisogno. Il lavoro in agricoltura – ha precisato l’organizzazione guidata da Augusto Bocchini – chiede un’accurata programmazione degli ingressi dei lavoratori stagionali che eviti alle aziende l’incertezza sempre legata ai provvedimenti d’urgenza. E anche Paolo De Carolis (vice presidente della Cia) ha chiesto altra manodopera. Per il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, il decreto di Maroni arriva al momento giusto e colma una lacuna, ma – aggiunge Bocca – l’augurio è che la ripartizione delle quote soddisfi le esigenze delle imprese turistiche. E sempre in tema di immigrazione e in particolare sulla legge Bossi-Fini in discussione in Parlamento, il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha sostenuto che l’Udc vuole un provvedimento «severo, ma giusto» precisando: «Noi non vogliamo che ci siano misure vessatorie che rimandino indietro chi è un lavoratore e una persona per bene; e non é vero che, invece, vogliamo aprire per tenerci in Italia dei farabutti».

Giovedí 23 Maggio 2002