“Via il decreto o sarà crescita zero”

23/09/2002


DOMENICA, 22 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 8 – Economia
 
Il direttore generale Parisi chiede al governo l´immediata apertura di un tavolo sull´intera politica economica. "Stangata per tutti"
 
"Via il decreto o sarà crescita zero"
 
Confindustria rincara la dose. Cisl: mobilitazione a difesa del Patto
 
 
 
Secondo gli imprenditori, continuando così, il Pil crescerà quest´anno di appena lo 0,2 per cento.
I timori di Pezzotta
 

ROMA – La Confindustria non abbassa il tiro: «Chiediamo al governo di aprire un tavolo su tutte le questioni, perché con il decreto fiscale, che toglie tre miliardi alle imprese, non faremo lo 0,6 per cento di crescita, ma lo 0,2», dice il direttore generale Stefano Parisi. La Cisl scalpita: «Noi siamo per attuare il Patto per l´Italia, ma se il governo non lo attua sarà mobilitazione», minaccia il numero uno Savino Pezzotta. Il Patto per l´Italia, che la Cgil non ha firmato, è già da buttare? Nella sostanza, l´accusa che la Confindustria e la Cisl muovono al governo è di aver cambiato le carte in tavola.
La Confindustria soffre, in particolare, per l´inaspettata «tegola» del decreto fiscale che ha tagliato la Dit e altri sconti a favore delle imprese. «Chiediamo che il decreto fiscale – spiega Parisi – venga modificato profondamente perchè incide pesantemente tutto il sistema delle imprese in una fase di crescita economica bassissima». L´iniziativa della Confindustria si fonda sulla considerazione che «il decreto cambia in corso d´opera la base imponibile, il business-plan, i budget di tutte le imprese ed è un colpo forte al sistema dell´economia, di cui – sostiene Parisi – in questo momento l´Italia non ha nessun bisogno». Anche il presidente dei giovani industriali, Anna Maria Artoni, che definisce il decreto «una decisione sconcertante, assolutamente inattesa», lamenta la mancanza di punti di riferimento per le imprese: «Ci aspettavamo certezze e invece i segnali sono tutti negativi».
Il clima tra Confindustria e governo è cambiato decisamente. Quello di Parisi è un attacco diretto al ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, che ha ritoccato al ribasso le stime di crescita del Pil allo 0,6 per cento: «Sicuramente non si raggiungerà: con questo provvedimento si tolgono tre miliardi di euro. Oggi la crescita è allo 0,2 per cento, se continuiamo così arriviamo infatti allo 0,2 per cento». Parisi, comunque, assicura che in questa fase così delicata «anche le imprese sono disponibili a fare la loro parte». Pezzotta, intanto, ripete instancabilmente: «Bisogna attuare il Patto per l´Italia». E anche sui contratti ribadisce: «L´inflazione programmata 2003 all´1,4 per cento non va bene. Rinnoveremo i contratti con responsabilità, ma l´1,4 non ci basta». Quanto alla Finanziaria, Pezzotta non si sbilancia: «Il giudizio lo daremo quando sarà presentata». Nel frattempo si schiera con la Confindustria: «Se c´è un provvedimento che frena le imprese, c´è qualche problema».
(r.d.g.)