Via al fondo delle casalinghe

30/11/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Con la scelta dei gestori è operativo il meccanismo per costruirsi una pensione con i buoni spesa

    Via al fondo delle casalinghe
    La rendita può essere richiesta a 57 anni dopo avere versato contributi per almeno un quinquennio
    MILANO – La divisione gestioni istituzionali di Deutsche asset management (gruppo Deutsche bank) e Sanpaolo Imi, da subito; quindi Schroeders e Pioneer, ma solo quando la raccolta dei contributi avrà superato una certa soglia. Sono questi i quattro soggetti che dovranno gestire nei mercati finanziari i contributi versati dalle casalinghe, dai collaboratori coordinati e continuativi, dai lavoratori interinali, dai giovani e dai pensionati che aderiranno a «Fondo famiglia», il fondo di previdenza complementare di queste categorie: in pratica lo strumento che dovrà garantire la pensione di scorta (ma in alcuni casi anche l’unica) a chi lavora in ambito familiare senza retribuzione o a chi ha un’occupazione atipica, per non dire saltuaria. Il fondo – annunciato da due anni (tant’è che già vanta 5.125 iscritti) e promosso da Federcasalinghe – è in realtà attivo solo da oggi. Ieri, a Milano, l’annuncio ufficiale: i gestori ci sono ed è stata scelta anche la banca depositaria, la Banca di Roma, che ha concluso le procedure ed è pronta a ricevere i versamenti degli iscritti. Può, così, partire «Fondo Famiglia», fondo pensione chiuso a iscrizione volontaria che prevede una contribuzione minima, anche saltuaria, di 50mila lire (25,82 euro). Uno strumento innovativo nel giovane panorama della previdenza complementare perché consente a chi aderisce, oltre alle consuete modalità di versamento diretto, di accantonare contributi utili ai fini pensionistici anche facendo la spesa. Federcasalinghe è, infatti, in procinto di creare una speciale carta di accumulo che consentirà di riversare automaticamente su «Fondo Famiglia» gli abbuoni – gli sconti – sugli acquisti di prodotti di aziende convenzionate o su quelli effettuati presso i centri vendita convenzionati (o, infine, sugli uni e gli altri insieme). Succederà, insomma, che l’iscritto al fondo otterrà uno sconto (in media pari al 2-3%) sul prezzo del prodotto convenzionato o sul totale speso nell’esercizio commerciale (o sull’uno e l’altro insieme) che, attraverso una carta tipo bancomat, sarà direttamente accreditato nella propria posizione accesa in «Fondo famiglia». E sarà così sia nel caso che l’acquisto avvenga in contanti, oppure con carta di credito o, infine, con bancomat. Ma resta sempre possibile il versamento diretto dei contributi presso la Banca di Roma sul conto corrente 6100.38. Il versamento con i "buoni-spesa" partirà in via sperimentale nei negozi convenzionati in Abruzzo, a Massa Carrara, ad Ascoli Piceno, nonché nei supermercati convenzionati di Matera (sconti del 5%) e, infine, in tutti negozi del centro di Pistoia. Un’altra particolarità è che i versamenti possono essere effettuati non solo dagli iscritti, ma anche da soggetti non associati nell’interesse dei soci che siano fiscalmente a carico (come, per esempio, i coniugi di casalinghe, oppure il genitore per il figlio). E come in tutti i fondi chiusi, i contributi versati possono usufruire di una deduzione fiscale massima del 12% del reddito, per un importo non superiore a 10 milioni di lire (5.164,57 euro). I soldi accumulati saranno gestiti dai gestori presentati ieri che, almeno all’inizio, hanno scelto un profilo di investimenti unico: il comparto è bilanciato, per il 40% azionario e per il 60% obbligazionario. Le prestazioni saranno erogate dopo almeno cinque anni di iscrizione al fondo e una volta raggiunta l’età pensionabile di 57 anni.
    Marco Peruzzi
    Venerdí 30 Novembre 2001
 
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