Via al dialogo industriali-sindacati: stop di Bertinotti

08/07/2004




giovedì 8 luglio 2004

Pagina 30 – Economia

IL CONFRONTO
Il 14 l´incontro tra Confindustria e Cgil Cisl Uil. Il leader di Rifondazione attacca sui salari
Via al dialogo industriali-sindacati
stop di Bertinotti: "Sabbie mobili"

RICCARDO DE GENNARO


ROMA – Dopo aver ufficialmente inaugurato, a Serravalle Pistoiese, la stagione del dialogo e della ricerca delle comuni priorità, i leader della Confindustria, Luca di Montezemolo, e della Cgil, Guglielmo Epifani, si sono confrontati ieri con i direttivi delle rispettive organizzazioni e hanno ottenuto il via libera a questa nuova impostazione dei rapporti. La Cgil non sarà più emarginata e giudicata «estremista» dalla Confindustria, la Confindustria sarà uno dei principali interlocutori della Cgil nella definizione e nella risoluzione dei problemi del Paese.

La data del primo vero confronto tra le parti sociali c´è già: i vertici dell´associazione degli industriali e delle organizzazioni sindacali – ha stabilito ieri il direttivo della Confindustria, che tra l´altro ha ufficializzato la nomina di Maurizio Beretta a nuovo direttore generale – si vedranno il 14 luglio nel quartier generale degli imprenditori all´Eur. L´appuntamento, al quale gli industriali si presenteranno con una "piattaforma" per lo sviluppo, consentirà di entrare concretamente nei problemi, dopo che ieri sia la Cgil sia la Confindustria hanno discusso al loro interno – ed entrambe bocciato – la politica economica del governo. Nello stesso tempo, Montezemolo ha corretto il tiro sulla questione dei salari, sottolineando che martedì a Serravalle, nel faccia a faccia con Epifani, si è limitato a dire che ci potranno essere aumenti salariali là dove si verificano aumenti della produttività e della competitività. Il che, se si vuole, significa confermare l´attuale assetto contrattuale

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Su quest´ultimo punto sono interventi ieri il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti, e il sindacalista della Fiom, Giorgio Cremaschi. Bertinotti invita le opposizioni a «non finire nelle sabbie mobili indicate dal presidente della Confindustria: la ricetta di Montezemolo di legare i salari alla competitività rappresenta un impedimento alla necessaria rivalutazione di salari, stipendi e pensioni». Anche Cremaschi mette in guardia da quella che definisce «una bufala reazionaria», che «nega ai lavoratori il diritto ad aumenti dei salari reali: per questa strada non si va avanti rispetto al protocollo del 23 luglio, ma enormemente indietro».


Punto focale dell´analisi di Epifani, nel direttivo Cgil, è stata invece la manovra del governo. «È una manovra che incide sulla possibilità di crescita sugli investimenti e dello sviluppo del Paese – sostiene Epifani – in particolare delle aree più svantaggiate del Mezzogiorno». Ma per Epifani, l´Italia non potrà uscire dalle sue difficoltà finanziarie senza «mettere in campo qualcosa che va oltre il reddito che si genera di anno in anno». Quel qualcosa sono «i patrimoni finanziari e immobiliari, la ricchezza del nostro Paese». Epifani non dice come intervenire e in quale misura. Si limita ad accennare a «un riordino delle aliquote sulle ricchezze e sugli investimenti finanziari». Assicura, tuttavia, che «una parte delle risorse andrà trovata lì». Il leader della Cgil è infatti convinto che «se ci limitiamo a toccare unicamente i fattori che compongono il reddito, finiamo immediatamente per incidere o sull´occupazione, o sullo sviluppo, o sull´impresa o sullo stato sociale».