Via al confronto sulle garanzie minime

01/04/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
077, pag. 4 del 1/4/2003

Via al confronto sulle garanzie minime

Via al confronto tra sindacati e Confindustria per inserire la partecipazione dei lavoratori all’azienda nella legge Vietti sul diritto societario. E ottemperare così alla direttiva Ue 2001/86 che accompagna il regolamento sulla società per azioni europea. ´Il confronto si aprirà a giorni’, spiega Walter Cerfeda, responsabile Cgil del segretariato europeo, ´per raggiungere un avviso comune sulle garanzie minime di informazione e consultazione dei lavoratori nella Se, imposte dalla direttiva’. Ma i sindacati sperano di non limitarsi alle garanzie minime, continua Cerfeda, ´e di arrivare a una modifica della legge Vietti (che prevede solo un comitato di sorveglianza fatto da sindaci e revisori per il controllo della gestione, ndr), in modo da creare un comitato di sorveglianza permanente sulla partecipazione dei lavoratori, composto dalle rappresentanze sindacali’. La questione della rappresentanza, consultazione e informazione dei lavoratori è sempre più sentita dalle confederazioni, perché la globalizzazione delle imprese può tagliare fuori sindacati e lavoratori da scelte strategiche. Fusioni, acquisizioni, intese, per esempio, ma anche ristrutturazioni, come nel caso della Fiat.

Non per niente l’azienda torinese figura tra quelle dove meno funzionano i Cae (Comitati aziendali europei), nell’ambito di uno studio su ´Globalizzazione e relazioni industriali’ realizzato dalla commissione Ue, in partenariato con Cgil, Cisl e Uil, e dall’Ires (l’istituto di studi della Cgil), e presentato ieri a Roma.

Secondo l’Ires i Cae, organi aziendali di informazione e consultazione dei lavoratori creati dalla direttiva 94/95, sono stati adottati solo da metà delle aziende (328 su 700) in Italia, e da un terzo (630 su 1.822) nella Ue. E spesso quelli costituiti non dispongono di strumenti adeguati. ´Occorrono nuove politiche di sostegno e rafforzamento dei Cae, che vanno dalla formazione continua ai rapporti preventivi di informazione dei lavoratori’, dice Agostino Megale, presidente dell’Ires, ´perché oltre ai profitti e alle dimensioni aziendali, si devono globalizzare le informazioni e le relazioni industriali’.