Via ai saldi in euro, lo sconto diventa un enigma

04/01/2002





          Via ai saldi in euro, lo sconto diventa un enigma

          Lunedì le prime svendite: troppi prezzi in vetrina, timore di arrotondamenti. Confesercenti: non ci sono aumenti

              ROMA – L’apertura ufficiale della stagione è prevista per lunedì prossimo in Veneto, Friuli e Basilicata. Il 12 toccherà alle grandi città, come Roma e Milano. Ma la febbre dei saldi è già altissima. Merito (o colpa) dell’arrivo dell’euro: lo spauracchio degli arrotondamenti scatena la voglia di ribassi ma produce anche dubbi circa la consistenza degli sconti e la loro comprensibilità. Il problema è sempre quello della conversione dei prezzi, con l’aggravante che, durante il periodo dei saldi, in base al decreto Bersani, è obbligatorio per i negozianti esporre il valore di partenza del prodotto e non solo quello del saldo. In questo modo i commercianti si trovano davanti a una scelta: segnare sui cartellini solo i due prezzi in euro. Oppure affiancarvi anche il loro corrispondente in lire, con l’effetto di dover mettere in vetrina quattro prezzi per prodotto.

              QUATTRO PREZZI - In assenza di indicazioni da parte delle associazioni dei commercianti, sono i consumatori a intervenire reclamando trasparenza. La Federconsumatori lombarda, in previsione del mese dei saldi che comincia il 12 gennaio, ha chiesto ai commercianti della regione di esporre i prezzi originali degli articoli e quelli in saldo in doppia valuta: euro e lire, per evitare dubbi sulla corretta conversione. L’associazione ha ricordato inoltre ai commercianti che il prezzo deve essere esposto in modo chiaro e ben comprensibile, che il consumatore ha sempre diritto al cambio di merce, se questa risulta difettosa, e che si può continuare a pagare con bancomat e carta di credito nei negozi che normalmente accettano queste forme di pagamento.
              A Torino, dove gli sconti inizieranno il 10 gennaio per finire il 6 febbraio, i commercianti hanno accettato di esporre sulla merce in vendita, a tutela del consumatore, lo sconto applicato sul prezzo normale e in più anche la percentuale del ribasso.
              A Roma e a Napoli (qui l’inizio dei saldi è previsto per il 20 gennaio fino al 13 marzo) la polizia municipale è sulle tracce dei negozianti che, approfittando dell’arrivo dell’euro, hanno pensato di anticipare i saldi ritoccando i prezzi anche fino al 50%.

              SPIRALE VIRTUOSA - Se saranno saldi realmente convenienti è difficile prevederlo. Secondo Confcommercio, il recente rallentamento dei consumi non potrà che spingere i negozianti a tagliare i prezzi anche in misura cospicua. Un comportamento che potrebbe innescare una spirale al ribasso. Come quella che sembra essersi scatenata all’arrivo dell’euro in Germania, dove i colossi della grande distribuzione si stanno dando battaglia a suon di offerte speciali.
              Una notizia rassicurante cui però fa da contrappeso la denuncia dell’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) che proprio in Germania, fra giugno e ottobre dello scorso anno, ha segnalato rincari sul 20% dei beni contenuti in un paniere di 1.151 prodotti in vista della transizione monetaria.

              ARROTONDAMENTI - In controtendenza si colloca il colosso del panino, McDonald’s, che in Italia ha deciso di ribassare i prezzi in media del 2% nei 65 locali in gestione diretta e nella quasi totalità dei ristoranti in franchising .
              «Lo stiamo dicendo da tempo ed anche i dati diffusi dall’Istat sull’inflazione ci danno ragione: i commercianti non hanno approfittato e non approfitteranno del passaggio dalla lira all’euro per arrotondare al rialzo i prezzi» è il commento del presidente della Confesercenti, Marco Venturi.

          Antonella Baccaro


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