Via agli orari liberi, il benzinaio diventa un supermarket

11/07/2001






Marzano firma il provvedimento per il riassetto della rete di distribuzione dei carburanti

Via agli orari liberi, il benzinaio diventa un supermarket

      MILANO – Vecchio chiosco addio. Il distributore di benzina sotto casa ha ormai le ore contate. Il futuro è nelle grandi stazioni di servizio, aperte senza limiti d’orario e dove poter fare anche la spesa, oltre al pieno all’automobile. Forse i nuovi distributori saranno un po’ più distanti. Ma alla fine il minor costo dei carburanti dovrebbe compensare il disagio della strada in più che bisognerà fare. E’ questo il senso del piano di ammodernamento della rete distributiva dei carburanti che ieri ha ricevuto il via libera dal ministro delle Attività produttive Antonio Marzano. Obiettivo del provvedimento – sottolineano al ministero – è di «assicurare la qualità e l’efficienza del servizio, il contenimento dei prezzi di vendita e il raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione». Più in particolare, lo schema di decreto firmato da Marzano individua alcune linee guida riguardanti le incompatibilità di posizionamento degli impianti, la programmazione dei bacini di utenza (che dovranno essere definiti dalle Regioni), la determinazione di criteri per l’installazione di nuovi impianti, le superfici degli impianti, le distanze, oltre a definire i criteri di flessibilità degli orari e dello sviluppo delle attività commerciali da affiancare alla vendita dei carburanti.
      Per quanto riguarda la definizione dei punti di installazione degli impianti di distribuzione, il decreto definisce precise incompatibilità come, per esempio, gli impianti situati in zone pedonali o a traffico limitato (permanente) o impianti privi di sede propria per i quali il rifornimento avviene sulla sede stradale, con conseguente intralcio alla circolazione.
      Alle diverse incompatibilità le Regioni, attraverso la consultazione con i gestori e le associazioni di categoria, potranno attribuire diversa priorità. Sulla base delle incompatibilità individuate nel piano nazionale e nella conseguente programmazione regionale, i Comuni effettueranno verifiche degli impianti esistenti, dichiarando la decadenza dell’autorizzazione per gli impianti considerati incompatibili. Le Regioni avranno adesso sei mesi di tempo per adottare la propria programmazione.
      Un giudizio positivo è stato subito espresso dalla Confesercenti, a cui fa capo la Faib, una delle maggiori associazioni di benzinai. Secondo il segretario nazionale della stessa Faib, Pietro Rosa Gastaldo, il piano permetterà di ottimizzare la rete chiudendo circa 3 mila punti vendita. E l’effetto finale di questa razionalizzazione dovrebbe essere anche un abbassamento dei prezzi dei carburanti.
Gabriele Dossena


Economia