Vertice Tronchetti-Benetton

03/12/2004

    venerdì 3 dicembre 2004

      Pagina 39 – Economia

        Incontro ieri pomeriggio nella sede milanese di Pirelli.
        Esclusa la cessione di Autogrill
        Vertice Tronchetti-Benetton
        Ponzano vuole più garanzie

          GIORGIO LONARDI

            MILANO – L´incontro fra Gilberto Benetton e Marco Tronchetti Provera si è svolto ieri sera nella sede milanese della Pirelli di via Negri, a un passo da Piazza Affari. Il summit da una parte dovrebbe preludere ad una accelerazione della ricapitalizzazione di Olimpia. Mentre dall´altra per Benetton è stata l´occasione per ricapitolare i «paletti» piantati da Edizione Holding, la cassaforte di famiglia, sul perimetro dell´operazione. Anche perché i patti parasociali di Olimpia danno di fatto alla stessa Edizione il diritto di bloccare o meno un eventuale aumento di capitale.

            In realtà quello che è in ballo non è il potere di gestire Telecom, che i Benetton hanno sempre delegato ai vertici Pirelli, ma una serie di garanzie per il futuro. Quando a Treviso si parla della fusione Tim-Telecom come «dell´ultimo pit-stop» concesso al pilota Tronchetti, si sottende con un´immagine colorita il nodo stesso della contesa. Cosa accadrebbe, ad esempio, se in futuro il pilota con una manovra ardita scorporasse nuovamente la telefonia mobile? O se invece fra qualche tempo maturasse l´idea di fondere Olimpia nella Pirellina?
            Certo, le ipotesi delineate appaiono oggi poco probabili. Tuttavia i Benetton non vogliono rimanere con il cerino in mano, alla mercé di un manovratore discretamente creativo, con un titolo Telecom che finora non ha dato le soddisfazioni sperate. Una possibilità potrebbe essere quella di ottenere le stesse garanzie già strappate dalla Hopa, che consentono alla società di Emilio Gnutti di uscire dall´azionariato di Olimpia vendendo ad un prezzo prefissato (e altissimo, se confrontato con le attuali quotazioni di Borsa).

            Insomma, il vero scoglio da doppiare sono le garanzie. Perché invece sull´altro aspetto della vicenda e cioè la disponibilità di Edizione a mettere mano al portafoglio non dovrebbero esserci molti problemi. Così come non dovrebbe essere problematica una crescita di qualche punto della partecipazione dei Benetton in Olimpia (oggi 16,8%) fino a raggiungere, magari, il 20% o anche più.

              Riguardo al finanziamento della ricapitalizzazione di Olimpia è escluso che venga coperto vendendo del tutto o in parte Autogrill. Intanto perché il gruppo vuole mantenere nella stessa Autogrill una quota superiore al 51%. Ma anche perché, agli attuali livelli di Borsa scendere dal 56% controllato oggi al 51% farebbe entrare nelle casse di Edizione circa 150 milioni. Una cifra insufficiente a coprire il costo dell´aumento di capitale di Olimpia, che dovrebbe oscillare fra 400 e 500 milioni di euro. Ecco perché appare inevitabile un ricorso al credito bancario. D´altronde per Edizione non si tratta di un problema. Oggi, infatti, la cassaforte della famiglia Benetton ha un indebitamento di 600 milioni a fronte di un patrimonio che sommando il valore le quote in Autostrade, Autogrill e Benetton Group arriva a 7-8 miliardi di euro. Passare da 600 milioni a 1 miliardo, non modificherebbe di molto la situazione.