Vertice sulla competitività

21/02/2005

    lunedì 21 febbraio 2005

    Pagina 31 – Economia

    le Misure
    Tra domani e dopodomani Siniscalco mette a punto le misure con la maggioranza
    Vertice sulla competitività
    in arrivo un mega decreto

    ROBERTO MANIA

    ROMA – Potrebbe essere un unico mega-decreto legge a contenere tutte le misure per il rilancio della competitività. L´incertezza, tuttavia, continua a dominare il lavoro di preparazione del pacchetto. Tra domani e dopodomani è possibile un vertice di maggioranza che servirà al ministro dell´Economia, Domenico Siniscalco, ad illustrare lo stato di elaborazione del piano in vista dell´incontro con le parti sociali programmato per giovedì. Venerdì il consiglio dei ministri, ma per l´approvazione del provvedimento ci vorrà ancora del tempo, anche perché non è per nulla scontato che un decreto omnibus (si va dall´abolizione dell´Ici sui capannoni alla riforma del diritto fallimentare) possa superare indenne il passaggio del Quirinale. Incerto, per quanto decisivo, resta anche l´ammontare delle risorse disponibili: dai 300 milioni di euro ipotizzati dal ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ormai diversi mesi fa, si è arrivati a sfiorare il miliardo. Ma di sicuro non c´è ancora nulla. E questo non fa che peggiorare il clima dei rapporti tra il governo, da una parte, e sindacati e Confindustria, dall´altra. Ieri sono scesi in campo il leader della Cisl, Savino Pezzotta, e il vicepresidente degli industriali, Andrea Pininfarina. «Giudicheremo il governo – ha detto il sindacalista – dalle risorse che metterà in campo per rilanciare il Paese rispetto a quanto ha speso per effettuare il taglio delle tasse. Lo giudicheremo in base a questo e non a quante parole ci diranno». Sindacati e imprenditori rimproverano al governo di aver privilegiato i tagli fiscali «slegati dallo sviluppo» (come ha detto Pininfarina in un´intervista al Sole-24 Ore) e non aver concentrato l´azione di politica economica sulla crisi del sistema industriale. Ora – le parti sociali – chiedono una svolta. Perché l´Italia – ha dichiarato Pininfarina – «non può diventare un Paese di camerieri, ma deve ridisegnare il suo futuro mettendo al centro l´industria». Il tempo resta assai limitato. Cgil, Cisl, Uil e le imprese intendono comunque provare a non fare solo da spettatori. «A questo punto – ha avvertito Pezzotta – il governo non pensi di liquidarci con due ricette semplici. Ci dovranno dare una risposta a 360 gradi. Non è possibile che in due ore si possa discutere di cose di cui si parla da 7-8 mesi».

    Intanto al ministero del Welfare si lavora anche su un altro decreto: quello che consentirà ai coniugi a carico di incassare direttamente l´importo dell´assegno familiare pagato solitamente al dipendente. A prevederlo è una norma, proposta da Daniela Santanchè (An), e approvata con la Finanziaria. Entro la metà del prossimo mese il decreto attuativo del Welfare dovrebbe essere pronto per entrare in vigore verso settembre. Permangono le preoccupazioni dei datori di lavoro che non hanno alcun rapporto con il coniuge del proprio dipendente, e dell´Inps per un evidente aggravio di costi. L´assegno, secondo il reddito, può variare da 100 euro fino a 700.