Vertice da Maroni, si riparte dalle pensioni

01/12/2004

    mercoledì 1 dicembre 2004
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    Welfare • Oggi l’incontro: sul tavolo la verifica del bonus e la creazione del Casellario degli «attivi»
    Vertice da Maroni, si riparte dalle pensioni

    M.ROG.

      ROMA • Andamento del super-bonus previdenziale, attivazione del nuovo Casellario dei lavoratori attivi. E soprattutto i tempi di attuazione delle nuove misure per la previdenza integrativa. Oggi ripartirà da queste tre questioni il confronto tra Governo e parti sociali sulla previdenza. Un confronto che si rimette in moto, non senza difficoltà e incognite, dopo dieci mesi dall’ultimo incontro con i sindacati e ad appena 24 ore dallo sciopero generale. Il faccia a faccia, quindi, servirà anche a sondare gli umori dopo la protesta di ieri dei sindacati e anche dopo le perplessità espresse da Confindustria sulla Finanziaria.

      Al ministero del Welfare, però, si getta acqua sul fuoco e si fa riferimento a un incontro di normale routine. Non a caso si ribadisce che le associazioni dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) e dei datori di lavoro (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confapi) sono state convocate «per un aggiornamento sullo stato di attuazione della delega previdenziale». La questione attuazione dovrebbe comprendere anche il capitolo della previdenza integrativa (incentivi fiscali e uso del Tfr con il "silenzioassenso"), per la quale anche con il recente maxiemendamento fiscale alla Finanziaria non sono state individuate le risorse. Con conseguente possibilità di congelamento almeno fino alla prossima estate. Ma il ministro Roberto Maroni, ribadisce che le risorse saranno trovate. E che tutto partirà entro i tempi previsti dalla delega, ovvero entro il mese di ottobre del 2005.

      Anche per questo motivo il ministero del Welfare è orientato a concentrare la riunione soprattutto sul decreto attuativo delle riforma previdenziale riguardante il casellario dei lavoratori attivi (il 6 dicembre è la data ultima per il varo del provvedimento) e sui risultati conseguiti con l’operazione sul super-bonus in favore di chi rinvia i pensionamenti anticipati.

      Ma i sindacati restano preoccupati per l’eventuale rinvio degli interventi per far decollare la previdenza complementare. «È il primo incontro sulle pensioni con il Governo da gennaio — afferma il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini -, ci auguriamo che Maroni voglia fare un ragionamento serio sul reale andamento della delega. Se ci deve dire che non ci sono soldi per l’attuazione della previdenza complementare — aggiunge — l’incontro sarà poco fruttuoso». «Chiederemo delucidazioni sulla delega — dichiara il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi — sui tempi di attuazione e sui finanziamenti. Uno dei limiti che avevamo denunciato è che così si rischia di rendere inesigibile la previdenza complementare. Se il Governo ha così tante risorse da poter tagliare le tasse — prosegue — allora ne destini almeno una parte ai giovani con la previdenza complementare». E un duro attacco al Governo arriva dai confederali per la mancata estensione delle misure sulla previdenza integrativa al personale pubblico degli enti locali e della sanità.

      A seguire con preoccupazione le vicende delle forme previdenziali "integrative" sono anche la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, e l’Ania. Anche perché, pure se la copertura per la previdenza integrativa, dovesse essere trovata in tempi rapidi, appare molto probabile che i decreti attuativi non vengano varati prima della tarda primavera del 2005.