Vertice Confindustria: arrivano le nuove regole

13/12/2002





13 dicembre 2002

Cambiano le norme per l’elezione del presidente

Vertice Confindustria
arrivano le nuove regole

Le assenze e il voto contrario di Valori, numero uno dell’Unione degli industriali romani

      ROMA – L’assemblea della Confindustria ha approvato con l’88% dei voti sugli aventi diritto la riforma dello statuto messa a punto dal vicepresidente Nicola Tognana. Queste le principali novità: cambiano le procedure per la designazione del presidente (verrà coinvolta la base associativa), sarà rafforzato il livello di rappresentanza regionale ed europeo dell’associazione, si apre la porta all’ingresso di altre aziende pubbliche (le municipalizzate), ma limitandone il peso politico nelle decisioni della Confindustria (tra l’altro, non possono esprimere il presidente). Sono state notate numerose assenze di peso. Tra gli altri, Cesare Romiti, Marco Tronchetti Provera, Giorgio Fossa, Luigi Abete, Giancarlo Cimoli, Carlo De Benedetti, Vittorio Merloni, Luigi Lucchini. Tuttavia, il voto, che si è svolto a scrutinio segreto, spettava non ai singoli ma alle associazioni. A nome dell’Unione industriali di Roma il presidente, Giancarlo Elia Valori, ha dichiarato il suo voto contrario, per protestare contro la «discriminazione» a danno delle aziende pubbliche, molte delle quali rappresentate dalla stessa Unione: «Nessuna confederazione di rappresentanza associativa di Paesi membri dell’Unione europea ha nel suo statuto limitazioni al diritto di elettorato attivo di questo genere». In particolare, l’articolo 4 del nuovo statuto stabilisce che alle imprese pubbliche «che abbiano aderito al sistema confederale dopo l’entrata in vigore del presente statuto non può essere attribuito più del 10% del totale dei voti assembleari». Nella conferenza stampa il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, ha difeso così il tetto del 10%: «Non c’è alcuna discriminazione, non ci sono imprese di serie A e imprese di serie B. La limitazione serve a mantenere l’autonomia della Confindustria, evitando che ci siano interferenze da parte del mondo politico».
      D’Amato ha ringraziato Tognana per il lavoro svolto: «È una riforma che dà più forza alla Confindustria e ne migliora la capacità di rappresentanza in Europa e a livello regionale». Tognana in questi mesi ha percorso in lungo e in largo il territorio illustrando agli associati le sue proposte e ottenendo alla fine un consenso molto ampio, cosa che lo rafforza anche in vista della successione a D’Amato nel 2004. Le consultazioni per l’indicazione del candidato o dei candidati alla presidenza non saranno più condotte dai tre past president, ma da una commissione di tre saggi eletti dalla giunta (il parlamentino della Confindustria) su una lista di 9 indicata da tutti gli ex presidenti più quello uscente. La procedura per l’elezione del presidente dovrà durare non più di 45 giorni. Ci potranno essere fino a 9 vicepresidenti.
Enrico Marro