Vertenza Mezzogiorno, pressing di Cgil, Cisl e Uil nei confronti del governo

29/04/2003

              martedì 29 aprile 2003

              A Palermo i direttivi unitari
              Vertenza Mezzogiorno,
              pressing di Cgil, Cisl e Uil
              nei confronti del governo

              Felicia Masocco

              ROMA Non solo le pensioni o i contratti, c’è anche il Mezzogiorno a
              fare da collante tra Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno ripreso da Palermo
              quel che a Palermo avevano iniziato quindici mesi fa, con una grande
              iniziativa unitaria, quando il Patto per l’Italia e le modifiche all’articolo
              18 non avevano ancora scavato il solco che per mesi è sembrato
              incolmabile. Quella lacerazione non ha impedito che su alcuni filoni il
              lavoro comune continuasse e oggi, alla vigilia di un referendum che se
              possibile divide ancor di più, Cgil, Cisl e Uil mostrano di volerlo
              valorizzare e nel capoluogo siciliano hanno riunito i direttivi unitari e
              illustrato a seicento persone il documento sullo sviluppo del Sud sul
              quali si è aperto il confronto con Confindustria in vista della presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dev). È l’inizio di un tour che oggi farà tappa in Calabria, a Lamezia Terme, e il 20 maggio in Puglia.
              È l’occasione per fare il punto sull’assenza del Meridione nelle
              politiche del governo o, nel caso della Sicilia, della Regione, per segnalare quel che manca e di cui invece c’è assoluta urgenza. Ma anche per dire, come ha fatto il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, «che quando si affrontano questioni che riguardano le persone, come i contratti o le pensioni, si può essere uniti, pur mantenendo posizioni rigorose, come nel caso dell’articolo 18».
              «Le due cose stanno e possono stare insieme», afferma Nerozzi che
              nella segreteria di Corso d’Italia sostiene l’orientamento del leader Guglielmo Epifani di schierare la Cgil dalla parte del «sì» al referendum. È il merito che fa premio, dice in sostanza, né la la scelta di Epifani, né quella degli altri due leader sindacali impedisce di lavorare unitariamente a Cisl e Uil e l’iniziativa palermitana è una dimostrazione.
              L’assemblea siciliana è stata aperta dal segretario confederale della
              Uil Paolo Pirani e conclusa dal collega della Cisl Raffaele Bonanni,
              presente anche il candidato dell’Ulivo alla provincia di Palermo Luigi
              Cocilovo. «Il documento unitario sul Sud proposto a Confindustria è
              un fatto rilevantissimo perché si pone l’obiettivo di stanare il governo
              Berlusconi», ha detto Bonanni. I punti critici e le gli interventi necessari
              al rilancio sono stati indicati da Pirani: «Per consentire al Paese di
              mantenere il tasso di sviluppo programmato nei prossimi anni – ha
              detto – il Meridione dovrà essere la locomotiva italiana crescendo a
              una media del 4% annuo». Quindi, l’elenco delle promesse non mantenute a cominciare dal Dpef «che ogni anno promette una stagione di crescita senza precedenti per il Mezzogiorno, ma per il momento l’unica cosa sicura è che le previsioni vengono smentite con regolarità ogni anno». La dinamica dell’occupazione «positiva fino alla prima metà del 2001, si è drasticamente ridotta». Ha pesato la telenovela del credito d’imposta per gli investimenti e per l’occupazione, ad esempio, e l’ assenza del cumulo con la Tremonti bis. Si deve puntare invece sulla sicurezza, le infrastrutture di base, la qualità, la programmazione negoziata. Serve poi che il governo avvii una trattativa in sede Ue per evitare che con l’allargamento dell’Unione le regioni del Sud escano dalle politiche di sostegno alle aree
              dell’«obiettivo 1».