Vertenza Melfi, oggi la Fiom toglie i blocchi

29/04/2004

          29 Aprile 2004


          IERI MANIFESTAZIONI DEI METALMECCANICI CGIL IN BASILICATA E IN MOLTE CITTA’. IL TAVOLO ROMANO APERTO IN SERATA E POI SUBITO AGGIORNATO
          Vertenza Melfi, oggi la Fiom toglie i blocchi
          La trattativa tra l’azienda e i sindacati riprenderà nel pomeriggio



          Roberto Giovannini
          ROMA
          Oggi la Fiom proporrà all’assemblea dei lavoratori della Sata di Melfi di sospendere i presidi ai cancelli, ovvero i contestati blocchi. E se (come è ampiamente probabile) la risposta sarà positiva, il negoziato tra Fiat e sindacati inizierà, sempre oggi, e a Roma. È questa la conclusione – decisamente distensiva, a dire di tutti i protagonisti – di una nuova difficile giornata della vertenza Melfi. Una ornata segnata dallo sciopero generale dei metalmeccanici promosso dalla Fiom, con un costante e anche caotico rimbalzo di notizie tra la Capitale e la città lucana, e terminata con un rapidissimo incontro serale (non più di dieci minuti) a Roma tra azienda e sindacati. Un incontro che non rappresenta l’avvio del negoziato vero e proprio, ma che se non altro conferma (sia pure attraverso un nuovo passaggio) la disponibilità e la volontà di tutte le parti a far partire davvero la trattativa.
          A qualcuno potranno sembrare bizantinismi in puro stile sindacalese, ma la procedura decisamente complicata seguita nel corso della giornata si è rivelata l’unica possibile per evitare una rottura che nonostante dichiarazioni a volte «roboanti» nessuno voleva davvero. L’esito finale è che ai contendenti non si chiedono imbarazzanti retromarce, che il tavolo risulta formalmente «insediato» (come ha promesso la Fiom ai delegati di Melfi), ma anche che la trattativa inizia soltanto dopo l’eliminazione dei blocchi stradali (come volevano Fiat e Fim-Uilm-Fismic/Confsal). E a questo punto, la parola passa ai negoziatori, che cominceranno a trattare oggi pomeriggio sempre a Roma (e non a Melfi). L’unico rischio per questo percorso potrebbe venire da un «no» dell’assemblea dei lavoratori della Sata che si terrà stamani davanti ai cancelli. Ma è un’eventualità che i dirigenti della Fiom considerano davvero remota.
          Come detto, per ieri la Fiom aveva proclamato uno sciopero generale della categoria. Difficile giudicare l’esito della protesta, in presenza della (consueta) guerra dei numeri tra organizzatori e Federmeccanica: secondo la Fiom, avrebbero aderito il 70% dei lavoratori interessati, soltanto il 13-15% secondo l’associazione degli industriali. Certamente, ancora per tutta la giornata a Melfi non si è lavorato. La protesta non «unitaria» indetta della Fiom e la scarsa chiarezza sulle intenzioni del sindacato guidato da Gianni Rinaldini ha fatto decisamente innervosire Cisl e Uil. «Sui blocchi deciderà un’assemblea di tutti i lavoratori dello stabilimento di Melfi della Fiat e delle aziende dell’indotto», aveva annunciato il leader della Fiom; «il negoziato con la Fiat comincia stasera e quindi stasera stessa la Fiom deve dichiarare che toglie i blocchi», replicava il numero uno della Cisl Savino Pezzotta. Ancora più drastico il leader della Uilm, Tonino Regazzi, che sottolineava come i blocchi debbano essere tolti «un minuto prima dell’avvio del negoziato». E netto anche il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Biglieri: «Se non tolgono i blocchi – afferma – l’azienda non si si siede, vedano loro». «La situazione è molto critica – avvertiva il segretario generale della Fim-Cisl, Giorgio Caprioli – non si capisce se la Fiom ha deciso o meno per lo sblocco, e che rapporto ci possa essere tra la decisione della Fiom e quella che sarà presa stasera».
          Da Melfi, dove era riunita la segreteria nazionale della Fiom, giungevano «interpretazioni autentiche» del percorso scelto dal sindacato di categoria. «Stasera – diceva Rinaldini – c’è un incontro per definire le condizioni per far partire il negoziato. Quindi, il negoziato parte domani». Ma il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani mostrava ottimismo: «il margine è stretto – commentava – però se si usa un po’ di buonsenso da parte di tutti si può uscire da questa situazione. Non può essere un problema di ore ma di sostanza. La vera trattativa si fa e si può fare normalmente non avendo in piedi forme di lotta che la rendono difficile: questo lo sanno tutti e credo che i lavoratori lo capiscano benissimo».
          E in serata, l’incontro lampo a Roma tra sindacati e Fiat, presente con il responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, Paolo Rebaudengo e quello della Fiat Auto, Giorgio Giva. Al termine, l’annuncio: la Fiom «proporrà domani ai lavoratori di Melfi la sospensione dei presidi», dice Rinaldini. E Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil, presente all’incontro, conferma: «Il nostro orientamento è per la rimozione dei blocchi, visto che l’azienda è disponibile a proseguire il negoziato». Dalla Fiat, la conferma della disponibilità ad aprire il confronto subito dopo la rimozione dei blocchi ai cancelli. E oggi si ricomincia