Vertenza Insula – I lavoratori: «Siamo pronti a fermare tutti i cantieri»

12/05/2011

VENEZIA -Sono disposti a fermare i cantieri. Grandi e piccoli che siano. Per salvare Insula i suoi 83 dipendenti potrebbero arrivare a incrociare le braccia, anche per quei 29 interventi urgenti di viabilità che ogni settimana corrono a fare in giro per Venezia. E’ la prima volta che il Comune vuole chiudere una sua azienda con così tanti dipendenti. E sindacalisti e lavoratori non ci stanno. «Un grave errore -hanno scritto nero su bianco all’amministrazione -sciogliere Insula non risolverà il deficit del bilancio comunale ma amplificherà i problemi di manutenzione» . Senza soldi di Legge speciale e con il Comune in difficoltà a chiudere il bilancio, di manutenzioni a rii e edifici non se ne faranno molti quest’anno. «Siamo consapevoli dei problemi del Comune -dicono Andrea Gaggetta, segretario diUst-Cisl e Cristina Silvestri di Filcams-Cgil -la manutenzione della città non può essere legata alla straordinarietà della Legge speciale, servoe una riflessione sugli affidamenti a Insula e un confronto con le altre società partecipate» . Inoltre, i dipendenti dell’azienda in odore di chiusura chiedono «una razionalizzazione dei lavori pubblici» . In pratica, proprio perché la crisi è pesante, vanno evitati doppioni e sprechi. «Insula può garantire progettazioni e direzione lavori e altre società potrebbero beneficiare della queste professionalità» , spiegano i lavoratori che propongono anche di snellire la spa e, soprattutto, di «destinare parte dei ricavati della tassa di soggiorno alle manutenzioni» . In queste ore, sindacati e dipendenti invieranno a Ca’ Farsetti la richiesta di un incontro urgente con capigruppo e giunta e dai prossimi consigli comunali saranno in sala a far sentire la propria voce. Sul mantenimento degli 83 posti di lavoro, in teoria, non dovrebbero esserci problemi, sindacati e Comune hanno infatti firmato un accordo sull’occupazione ancora a febbraio. Nelle ultime settimane, tra voci di corridoio e incontri ufficiali tra cui uno il 28 aprile tra Comune e sindacati, la situazione per l’azienda parrebbe però precipitata. «Se entro il 30 giugno con il voto del bilancio la situazione non si risolve, Insula è spacciata» . In questo bailamme a farne le spese sarebbe anche la città. Un esempio, i lavori a Pellestrina non sono finiti ma in cassa rimangono 20 mila euro e gli allagamenti dell’isola in caso di pioggia continueranno. Per il futuro poi, una volta chiusi i cantieri a Penitenti, rio Sant’Andrea, Conterie e ponte San Gerardo, non c’è più nulla in programma. Alla mancanza di fondi si unisce il fatto che i lavori affidati a Insula costano il 22 per cento in più. «Non è vero -si difendono i dipendenti -il costo è tarato su un bilancio da 42 milioni annui di cui il 10 per cento di spese, ora senza soldi si aggiunge un 12 per cento per la struttura» . La società per come è organizzata ha costi vivi elevati, d’altronde mai si era pensato che si chiudessero i rubinetti della legge speciale.