Vertenza di Euronics, esuberi ridotti da 9 a 7 Sindacati: scelte tardive

11/11/2010

BOLZANO — Svolta nella vertenza Euronics. I sindacati si sono riuniti ieri pomeriggio, dopo l’incontro di lunedì, con i dirigenti della catena: «È stato messo a punto un accordo di massima — dice Maurizio Surian della Filcams Cgil— secondo il quale gli esuberi da 9 diventeranno 7: subentrerà la nuova società, la Derta di Verona, che manterrà i posti di lavoro e non creerà alcuna interruzione nel sistema».
Il 18 novembre i sindacati si incontreranno definitivamente con il gruppo Elettron Matteucci, che gestisce i punti vendita Euronics, per stabilire gli ultimi dettagli in modo da chiarire la misura degli incentivi e mettere la firma sugli accordi presi. Il caso era scoppiato a causa dell’arrivo in città del gigante dell’elettronica Mediaworld: lunedì Luciano Giovanelli, amministratore delegato del gruppo Matteucci, aveva convocato i sindacati per discutere dei nove dipendenti su 52 per i quali l’azienda aveva avviato le procedure di mobilità nazionale. I sindacati sono riusciti ad ovviare in parte al problema, che aveva visto inizialmente ben 9 esuberi sui tre punti vendita della catena Euronics, distribuiti tra Bolzano e Brunico. Quando i sindacati criticavano, affermando che le piccole catene di Bolzano non erano pronte per una tale concorrenza, i consumatori del Ctcu invece avevano minimizzato, sostenendo che la concorrenza fa bene soprattutto alle tasche dei cittadini.
Giudizio positivo è stato espresso dal segretario provinciale Filcams Cgil, Maurizio Surian, al termine dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio alla sede dell’Unione commercio.
«È stato raggiunto un accordo quadro — spiega Surian — in base al quale gli annunciati nove esuberi, su un totale di 52 dipendenti, sono scesi a sette». Il segretario Surian esprime comunque rammarico per il fatto che l’azienda non abbia coinvolto prima i sindacati: «Forse si sarebbe riusciti a trovare forme alternative alle procedure di mobilità provinciale ore avviate, ad esempio un contratto di solidarietà che avrebbe consentito di salvare i posti per verificare l’impatto sul mercato nell’arco di un anno».