Vertenza Conad-Girasole: Oggi la “marcia su Roma”

07/11/2002





Anno 50
Giovedì 7/11/2002





Vertenza Conad-Girasole
Oggi la “marcia su Roma”

Ancora giorni di silenzio e la vertenza che vede coinvolti i lavoratori dei supermercati Conad e Girasole si trova in una preoccupante fase di stallo. Oggi sarà il giorno della protesta a Roma e dell’ennesimo incontro per trovare sbocchi positivi. La cronaca sarà scandita dai cori e dagli striscioni dei dipendenti della catena CediPuglia e da un vertice che viene visto quasi come l’ultima spiaggia. La delegazione dei 250 lavoratori messinesi è partita ieri sera con due pullman, con la speranza di tornare con buone notizie. E cioè: la garanzia di una continuità occupazionale e del rilancio dei market a rischio chiusura e ancora gestiti da una società messa in liquidazione lo scorso mese. Il concentramento dei 400 lavoratori siciliani e di quelli dei punti vendita della Calabria e della Puglia (in tutto sono 800 i dipendenti interessati dalla vertenza), sarà alle 10,30 davanti al ministero del Lavoro. Alla stessa ora è previsto il nuovo vertice tra i rappresentanti di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTucs, i funzionari ministeriali e i commissari liquidatori. Si attende un esito positivo e ben preciso: una soluzione vantaggiosa per tutti i centri e le unità impiegate. «Speriamo di ottenere buone notizie per chiudere una vertenza che si trascina da troppo tempo», ha commentato il segretario provinciale della Fisascat-Cisl, Daniele Grieco. «Allo stato attuale – ha aggiunto Giuseppe Silvestro della Filcams-Cgil – non ci sono prospettive. Ci auguriamo di averle in queste ore». Fino ad ora tutte le trattative sono in pratica fallite: i gruppi imprenditoriali che si sono fatti avanti non hanno presentato proposte soddisfacenti per il sindacato. Soprattutto per quanto riguarda il pacchetto siciliano, escluso da tutte le richieste di acquisizione. Praticamente si cerca ancora un acquirente solido capace di garantire un vero rilancio dei centri. Unica ancora di salvezza per evitare la chiusura e tanti licenziamenti. E a peggiorare la condizione di questi lavoratori, oggi e domani in sciopero, anche il mancato pagamento degli ultimi stipendi.
(i.c.)