Verona. Sos per le pulizie nella sanità

06/06/2003


Giovedì 5 Giugno 2003


Quadro a tinte fosche dopo la costituzione di Consip: i tagli destinati a pesare anche sul livello dell’igiene
Sos per le pulizie nella sanità
Allarme dei produttori per le nuove regole del ministero del Tesoro

Un quadro a tinte fosche è quello tratteggiato sul servizio di pulizia negli ospedali che ci attende dopo la creazione di Consip al convegno sul tema «Sanità territorio di frontiera» organizzato da Afidamp fab, l’associazione fabbricanti italiani distributori attrezzature macchine e prodotti per la pulizia; l’occasione è stata la seconda giornata di "Pulire 2003", la mostra internazionale delle produzioni e delle tecnologie per le attività dell’igiene ambientale. Consip è la società per azioni del ministero del Tesoro nata nel ’99, che gestirà tutti gli appalti relativi ai servizi nelle strutture pubbliche.
Anche gli ospedali veronesi che aderiranno alla convenzione Consip per beni e servizi, tra i quali quello di pulizia, dovranno rivolgersi alle imprese vincitrici dell’appalto, con il rischio di un abbassamento del livello di igiene degli ambienti, visto che il peso della voce qualità, nel complesso dell’appalto, è dato da soli 19 punti su mille. Un «salto all’indietro», secondo i relatori, nel quale non sono neppure prese in considerazione le norme Uni En sugli appalti di pulizia. La discussione è stata segnata dall’assenza «non giustificata» del rappresentante di Consip stessa.


Secondo Carmelo Romeo, segretario nazionale della Filcams Cgil, questo ulteriore taglio alle spese con cui il Governo cerca di recuperare il 20% sui servizi accessori prioritari, non può che danneggiare i cittadini. «Questo tentativo di risparmiare anche sul piano dell’igiene», dice, «prevede tra l’altro la possibilità di subappalto, favorendo così il lavoro nero; le imprese subappaltatrici in questo settore non garantiscono standard e diritti elementari. Ma ritengo che gli ospedali non siano obbligati ad accettare la convenzione Consip, in quanto strutture periferiche. Oltretutto, la complessità dei contenuti cancella per le Pmi la possibilità di partecipare, riservandola solo alle grandi imprese».
Anche per Vincenzo Cama di Afidamp fab, presidente di Kemika spa, la convenzione Consip pone molti vincoli dal punto di vista dell’offerta, «dedicando un punteggio minimo alla componente pulizie e mortificando così il mondo della pulizia e le sue possibilità di innovazione in ambito ospedaliero». Per Elvio Codega, presidente dell’Associazione regionale economi Lombardia, «il Governo, che dovrebbe essere vicino all’industria, richiama invece mondi che dovrebbero essere scomparsi. Dove va a finire l’autonomia delle aziende sanitarie? E il decentramento, il federalismo? La legge Finanziaria abbassa infatti a 50 mila euro la soglia degli acquisti diretti con contratti di diritto privato, che prima era di 250 mila. È necessaria una reazione culturale».


Nel frattempo prosegue tra gli espositori di Pulire il dibattito sull’opportunità o meno di spostare a Rimini questa rassegna. Per i responsabili della veronese Tecnovap, 6 milioni di euro di fatturato, «non sarebbe certo una buona idea quella di spostare la fiera, perché ai nostri clienti provenienti da ogni parte del mondo piace molto Verona, e per i rivenditori italiani non cambierebbe nulla. Siamo oltretutto contenti dei servizi, i problemi che c’erano sono stati eliminati».
Diversa l’ottica della fiorentina Climas Centro-Sud, oltre 1 milione di fatturato con il marchio Mirage, il cui presidente Felice Scaringi si dichiara «d’accordo con l’eventuale spostamento a Rimini, un campo neutro con un quartiere fieristico nuovo, una cittadina dove è facile usufruire anche di strutture alberghiere a prezzi concorrenziali rispetto a Verona». Ma sarà l’organizzazione di Afidamp a mettere l’ultima parola sulla questione.


Laura Zanoni