Verona. Negozi aperti a Natale? Nuovo scontro

21/12/2007
    venerdì 21 dicembre 2007

    FESTIVITÀ E SARACINESCHE.

    I rappresentanti dei lavoratori invitano i cittadini allo stop della spesa oggi e domani

      Negozi aperti a Natale? Nuovo scontro

        Elisa Pasetto

        Il timore che ha serpeggiato tra i banchi e gli scaffali dei negozi nel corso dell’Avvento si è ormai tradotto in una certezza per molti lavoratori del commercio veronesi: il 25 dicembre, invece che di festeggiamenti e di riposo, sarà per loro una giornata di lavoro, come accadde già un anno fa. «Upim, Stefanel e Prenatal hanno annunciato la volontà di aprire», annunciano i rappresentanti dei lavoratori, «e non è detto che altre aziende non li seguano a ruota. Ecco perché per Natale abbiamo proclamato una giornata di sciopero».

        Uno stop che va ad aggiungersi a quello già indetto per oggi e soprattutto per domani (quando incroceranno le braccia gli addetti che lavorano su sei giorni settimanali) per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da quasi un anno. E pensare che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, le sigle sindacali di settore, quest’anno si erano mosse per tempo. Per scongiurare proprio il rischio dell’apertura dei negozi durante le festività laiche e religiose avevano chiesto e ottenuto, a novembre, un incontro con l’assessore al Commercio Enrico Corsi. «L’assessore aveva manifestato la volontà di tenere chiusi i negozi a Natale, ma si era detto impossibilitato ad attuarla con un atto amministrativo, limitandosi a comunicare alla cittadinanza la posizione», racconta Silvano Pandolfo, segretario Fisascat-cisl Verona.

        «Una posizione che ci era da subito sembrata importante, ma non sufficiente». Tanto che ora «per l’ennesima volta siamo in presenza di lavoratori costretti alla prestazione lavorativa nel giorno del Santo Natale, mentre il contratto, lo ribadiamo, non prevede obbligo di lavoro nei giorni festivi per i dipendenti», si legge in una nota. Che annunciano una serie di iniziative.

        «Nella mattinata di domani, in concomitanza con lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto, manifesteremo davanti alla Upim di via Mazzini e inviteremo i dipendenti a non recarsi al lavoro nel giorno di Natale».

        Ma già oggi e domani i veronesi sono chiamati allo stop al carrello. Un modo simbolico, quello di boicottare gli acquisti al supermercato o nei negozi, proposto dai rappresentanti dei lavoratori per appoggiare la protesta nazionale degli addetti del settore terziario, distribuzione e servizi.

        «Il contratto nazionale di lavoro definisce soprattutto i diritti e tutele per tutti i lavoratori dalle piccole alle grandi imprese», affermano i sindacati. «E infatti Confcommercio rifiuta di sedersi al tavolo dichiarando che le trattative sono ferme non tanto sugli aumenti salariali ma perché la piattaforma sindacale arriva a costare troppo e occorre parlare di aumenti di produttività certi, di flessibilità organizzativa, di una diversa organizzazione degli orari di lavoro».

        Orari di lavoro «decisi unilateralmente dalle imprese e che rendono difficile conciliare i tempi di lavoro con le esigenze familiari», aggiunge Adriano Filice, segretario Filcams Cgil Verona, «soprattutto perché una gran parte dei lavoratori è di sesso femminile».