Verona. L’ombra dello sciopero sulle corse al regalo

14/12/2007
    venerdì 14 dicembre 2007

    PROTESTA. L’astensione dal lavoro decisa nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale

      E sulle ultime corse al regalo
      appare l’ombra dello sciopero

        Gli esercizi commerciali potrebbero ritrovarsi senza personale e dunque dover rimanere chiusi

          Chi è solito posticipare ai giorni della vigilia l’affannosa ricerca delle ultime strenne farà bene a ripensarci. L’ultimo weekend prima di Natale sarà infatti un percorso ad ostacoli nelle vie dello shopping per lo sciopero generale dei lavoratori del commercio proclamato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil per il 21 e 22 dicembre.

          La protesta coinvolge due milioni di lavoratori in attesa del rinnovo del contratto da un anno ed è stata decisa per la «totale assenza di dialogo» con Confcommercio, «che rifiuta di sedersi al tavolo negoziale» tradendo, accusano le organizzazioni sindacali, «la volontà di avere mano libera sui tempi di vita e lavoro di chi è impiegato nel commercio».

          Oltre ad un aumento salariale di 78 euro in due anni per recuperare il potere d’acquisto, i lavoratori, spiega Adriano Filice, segretario provinciale Filcams-Cgil, chiedono il «rispetto dei diritti negati: dagli orari massacranti e fissati di giorno in giorno, che impongono la massima flessibilità impedendo una conciliazione con la vita familiare, al dilagare della precarietà»,

          «Non è pensabile lasciare che il tempo di vita e di lavoro sia deciso unilateralmente dalle imprese senza conciliare le rispettive esigenze», insiste Filice. E l’invito ai cittadini è quello di boicottare, per il 22 dicembre, le compere natalizie in segno di solidarietà.

          A Verona la protesta rischia però di non placarsi nemmeno a Natale. Oggetto del contendere sono le aperture dei negozi nelle festività, come accaduto il 25 dicembre scorso alla Upim. Per evitare che molti lavoratori siano costretti a trascorrere le festività natalizie lavorando in negozi e grandi magazzini, i sindacati avevano chiesto al Comune di intervenire, limitando la libertà dei commercianti di tenere aperto anche oltre le otto domeniche stabilite dalla legge Bersani im base alla deroga per le località turistiche.

          «L’assessore al Commercio Enrico Corsi ci ha assicurato che avrebbe inviato una comunicazione ai commercianti con un indirizzo per la chiusura», racconta Filice. «Un segnale importante, ma niente di diverso da quanto fatto dalla passata amministrazione: nessuna garanzia per i lavoratori e nemmeno obblighi per i datori di lavoro. Se alcuni negozi annunceranno di rimanere aperti il 25, non ci resterà che proclamere lo sciopero anche per Natale».

        E.P.