Verona. I dipendenti insorgono: «No al lavoro festivo»

29/10/2007
    domenica 28 ottobre 2007

    DIRITTI E DOVERI. I lavoratori del settore del commercio si sono rivolti all’assessore per scongiurare le aperture extra

      «No al lavoro festivo»
      I dipendenti insorgono

      La proposta: dribblare la legge Bersani «Va bene andare in negozio la domenica ma non a Natale o nelle altre festività»

        Elisa Pasetto

        Le prime luci natalizie devono ancora fare capolino nelle vetrine di Verona, ma i lavoratori del settore del commercio pensano già al prossimo Natale. E per allontanare il rischio di doverlo trascorrere al lavoro, chiedono udienza all’assessore per le Attività economiche Enrico Corsi per chiarire le loro posizioni.

        «I lavoratori hanno già vissuto lo scorso anno momenti di grande difficoltà, avendo alcune aziende aperto nel periodo natalizio, contro la volontà dei dipendenti e di grande parte della cittadinanza», si legge nella lettera inviata all’assessore e ai capigruppo consiliari del Comune da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, i sindacati di settore. «La forte contrarietà dei lavoratori del commercio, espressa con gli scioperi e le manifestazioni in quella occasione, è stato il chiaro segnale della ferma volontà di vedere rispettato il diritto del giorno di riposo di domenica. Chiediamo all’amministrazione di esprimere una posizione chiara».

        Una questione di diritti, secondo i sindacati, decisi a difendere il giorno di riposo come momento vitale per il lavoratore, da dedicare a famiglia e vita sociale.

        A stabilire la chiusura domenicale dei negozi come principio è la legge Bersani del 1998, che però riserva la possibilità di concedere 12 deroghe (e quindi altrettante aperture). Quattro vengono utilizzate in particolare in epoca natalizia, le altre otto sono decise a livello territoriale.

        A questa si aggiunge la legge regionale veneta del 13 agosto 2004 che affida ai Comuni (come Verona) riconosciuti città d’arte e città turistiche la possibilità aumentare le deroghe. «A Verona, infatti, il Comune lascia la libertà al singolo commerciante di esercitare l’attività anche nelle altre domeniche dell’anno e in tutti i festivi», spiega Silvano Pandolfo, segretario generale Fisascat-Cisl di Verona. «Il problema è nato quando l’anno scorso la grande distribuzione ha attuato l’apertura in centro storico anche nei giorni festivi di Natale e Pasqua, come nel caso della Upim. Temiamo che quest’anno anche altri vogliano copiare quell’esperienza».

        E, visto che prevenire è meglio che curare, ecco l’idea di rivolgersi direttamente all’assessore Corsi. «La nostra proposta è l’apertura per le 12 domeniche previste dalla legge Bersani, ma la chiusura nelle festività».

        Dall’altro lato, la grande distribuzione, la stessa che in Regione, sostengono i sindacati, preme per una revisione della legge che garantisca l’apertura indiscriminata tutte le domeniche.

        «Ma l’assessore alle Politiche economiche Fabio Gava, finora, ci ha dato riscontri positivi, proponendoci una limitazione delle deroghe fino a un massimo di 18 domeniche e la possibilità, per i festivi, di aprire solo il 6 gennaio e a Ferragosto», spiegano i sindacati.

        «Del resto anche la Chiesa cattolica e le associazioni dei commercianti ci appoggiano, perché il diritto al riposo è sacrosanto. Dobbiamo fare in modo che la vita sociale abbia momenti di riflessione e di pausa rispetto alla vita sfrenata che siamo costretti a vivere