Verifica, patto sulle pensioni

07/07/2003


 
sabato 5 luglio 2003 
Pagina 2 – Interni
 
 
Un documento messo a punto nel vertice notturno dei leader della Cdl
Verifica, patto sulle pensioni
La riforma nella Finanziaria. Ma la Lega chiede tempi certi
          CLAUDIO TITO


          ROMA – Spunta una prima schiarita nella maggioranza. La verifica sembra in dirittura d´arrivo e la Casa delle libertà è pronta all´accordo anche sulla riforma delle pensioni da inserire già nella prossima finanziaria. Dopo l´avvertimento del presidente del Senato, Marcello Pera («si ascoltano fibrillazioni analoghe a quelle che dopo il ´96 hanno caratterizzato la coalizione dell´Ulivo»), il centrodestra serra i ranghi intorno al documento prodotto giovedì notte nel vertice con Berlusconi, Fini, Tremonti e Buttiglione.
          Il presidente del consiglio è ottimista. «Ora – ha spiegato – attendo dai partiti della maggioranza una risposta. Ma già i singoli leader hanno dato una risposta positiva». Vuole chiudere in fretta il capitolo interno per dedicarsi al semestre europeo e per questo si augura che «non intervengano situazioni nuove, che si possano lasciare da parte lungaggini e fraintendimenti e procedere speditamente sulla realizzazione di questo programma del semestre».
          Ma cosa prevede la piattaforma sottoposta ai segretari della Cdl? In primo luogo si propone l´istituzione di un «Consiglio dell´alleanza» per garantire collegialità . Poi si affida a Gianfranco Fini la cosiddetta cabina di regia in materia economica attraverso «il coordinamento e l´integrazione delle politiche sociali, produttive ed economiche». A questo proposito si prospetta una finanziaria che, nel rispetto dei vincoli di bilancio, rilanci l´economia e metta appunto mano alla riforma previdenziale. Viene poi confermata la devolution di Bossi, ma «nel rispetto dei principi fondamentali di unitarietà dell´ordinamento giuridico della nazione». Un modo per confermare senza esplicitarlo il principio dell´«interesse nazionale» rivendicato da An.
          Se appunto il partito di Fini (oggi si riunisce l´esecutivo di An) e i centristi dell´Udc (lunedì è convocato l´Ufficio politico) si sono dichiarati favorevoli all´impostazione data alla verifica, il premier dovrà superare lo scoglio Lega che vede a rischio il federalismo. Dopo i primi commenti negativi dei suoi colonnelli («prevedo grosse difficoltà», ha ammonito Roberto Calderoli), Umberto Bossi ha placato le acque. «L´agenda di governo va bene – ha spiegato – ma manca la temporizzazione delle riforme perché ci devono essere tempi certi. Basta darsi tempi certi per superare i problemi». In più il leader del Carroccio ha sminuito l´importanza del coordinamento economico affidato a Fini: «in questa cabina ci siamo tutti, anche io. E´ chiaro che ci sono sensibilità diverse, ma non ci impedirà di trovare una strada per procedere insieme». Il rischio paventato dai leghisti di un´emarginazione di Tremonti è smentito dallo stesso Berlusconi: «il suo contributo politico è stato determinante per il chiarimento della maggioranza. Determinante non solo per la comprovata capacità di individuare soluzioni tecniche, ma anche per la capacità di concorrere alla definizione di accordi politici». E´ «un documento certamente condivisibile», annuncia il portavoce di An, Mario Landolfi, che considera acquisito il dato dell´«interesse nazionale» e semmai punta l´indice sulla «assenza di un esplicito riferimento ai poteri di Roma in quanto capitale».