Venturi (Confesercenti): attacchi strumentali

22/09/2003



      Domenica 21 Settembre 2003




      Venturi (Confesercenti): attacchi strumentali


      PERUGIA – Un Paese in forte svantaggio competitivo per arretratezza delle infrastruttrure, alta pressione fiscale e rigidità del mercato del lavoro, sottoposto alla pressione della concorrenza internazionale che produrrà una diminuzione delle esportazioni. Un Paese che, stando così le cose, da qui al 2008, vedrà crescere i consumi dei beni necessari e di quelli con un buon rapporto prezzo/qualità con l’unica eccezione del turismo. Queste, almeno, sono le previsioni dell’indagine sul futuro dei consumi in Italia realizzata dalla S3 Studium per conto della Confesercenti che sarà analizzata, oggi, nel corso di un seminario a Perugia da un gruppo di economisti e rappresentanti del mondo economico come Jean Paul Fitoussi, Olivier Blanchard (docente al Mit) e Innocenzo Cipolletta. Anche le previsioni sui consumi per i prossimi due anni anticipate ieri dal presidente della Confesercenti, Marco Venturi, lasciano poco spazio all’ottimismo: a fine anno il Pil difficilmente potrà superare lo 0,3%, il prossimo anno si prevede un +1,1% e per il 2005 +1,7 per cento. I consumi interni, secondo le stesse previsioni, dovrebbero attestarsi a 0,9% quest’anno, a 1,2% nel 2004 e a 1,6% nel 2005. Ma è soprattutto l’andamento dei beni durevoli a destare preoccupazione con un calo del 2,8% quest’anno e dell’1,4% nel 2004. «Per invertire questa tendenza – spiega Venturi – martedì chiederemo al Governo un pacchetto di misure tra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro per rilanciare i consumi destinando maggiori risorse alle famiglie bisognose e ai pensionati al minimo». Venturi ha anche respinto la «campagna strumentale» contro i commercianti sull’aumento dei prezzi e ha ricordato che un’analisi sui meccanismi di formazione dei prezzi dimostrano come, ad esempio, la differenza tra costi e ricavi negli alberghi sia solo dell’11%, nei ristoranti dell’8,3% e nei bar del 17,1 per cento. Per quanto riguarda i singoli settori l’indagine coordinata da Domenico de Masi prevede un andamento positivo per i consumi dei prodotti alimentari mentre nel settore abbigliamento si assisterà a un declino per effetto della «saturazione degli armadi». Nel segmento automobilistico diminuirà la vendita di auto inquinanti con scarsa autonomia e manutenzione troppo costosa. La casa diventerà, invece, il luogo di riferimento del proprio stile di vita con espansione dei prodotti di arredamento.