Ventaglio riduce i debiti

15/09/2004


           
           
           
           
          Turismo
          Numero 221, pag. 15
          del 15/9/2004
          Ventaglio riduce i debiti
           
          TRIMESTRALE.
           
          La ristrutturazione aziendale de I Viaggi del ventaglio sta dando i suoi frutti, anche se il percorso è più accidentato del previsto. È quanto emerge dai risultati del terzo trimestre, chiuso a fine luglio. Il gruppo turistico della famiglia Colombo, da qualche settimana pilotato dal nuovo amministratore delegato Claudio Calabi, ha deciso di affrontare a muso duro la questione più spinosa, quella dell’indebitamento, su cui si gioca la credibilità del progetto di risanamento, in vista del rimborso del bond da 100 milioni di euro che avverrà l’anno prossimo. Con buoni risultati: la posizione finanziaria netta, al 31 luglio, era negativa per 81,4 milioni di euro, in miglioramento di oltre 31 milioni rispetto a un anno prima. Questo è avvenuto, ha spiegato la società in una nota, grazie sia a una più rigorosa gestione del circolante sia all’iniezione di liquidità, pari a 24 milioni, da parte dell’azionista di maggioranza. ´In questo momento’, ha dichiarato Bruno Colombo, presidente de I Viaggi del ventaglio, ´i nostri sforzi si incentrano prioritariamente sul miglioramento della redditività e della posizione finanziaria. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso un’offerta mirata, che limiti fortemente il fenomeno di vendite con sconti indiscriminati, e grazie al piano organico di contenimento dei costi’.

          Per il resto, il conto economico è fatto di luci e ombre. Positivi i numeri relativi al valore della produzione, cresciuto del 16% a 453,3 milioni grazie al consolidamento delle compagnie aeree Lauda air e Livingston e all’incremento delle vendite delle attività turistiche. Per quanto riguarda i margini, mentre il mol si è portato a -1,8 milioni (rispetto a -3,1 mln), il risultato operativo è sceso a -19,8 milioni (in peggioramento di 5,6 mln). Il bilancio si è chiuso con una perdita prima delle tasse pari a 43,5 milioni (rispetto a -26,5 milioni di un anno fa), scontando accantonamenti e perdite su strumenti derivati per 11,2 milioni di euro. Secondo Bruno Colombo, nonostante la difficoltà delle vendite per i prodotti Italia e Grecia, l’esercizio chiuderà con buoni risultati in termini di fatturato.