Ventaglio resiste alla crisi turistica

04/03/2002





Il bilancio tiene nel 2001 ma rallentano le politiche di investimento del gruppo
Ventaglio resiste alla crisi turistica
Elena Colombarini
(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO – Per la prima volta dalla quotazione I Viaggi del Ventaglio ha approvato il bilancio che, nonostante la crisi del settore, evidenzia miglioramenti sui principali aggregati economici
La strategia. Dallo sbarco a Piazza Affari, avvenuto nel maggio 2001, il gruppo ha concluso la sua prima acquisizione, la Utat, tour operator triestino specializzato sulle destinazioni italiane ed europee. L’operazione è avvenuta mediante un aumento di capitale sociale sottoscritto da IVV Spa, pari a 1 milione di euro con il quale il gruppo milanese ha acquisito il 67% della società. La neoacquisita ha generato a fine 2001 un fatturato complessivo di circa 41 milioni di euro e a livello patrimoniale ha evidenziato una posizione finanziaria netta negativa per 3 milioni di euro. Inoltre è stato sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 50% di un complesso alberghiero egiziano "Marsa Alam" (400 camere), per circa 7,5 milioni di dollari. Nonostante la crisi nel mercato egiziano il gruppo non ha ritenuto opportuno sospendere l’iniziativa sia perchè gli accordi sono stati siglati prima dell’11 settembre, sia perchè il gruppo si attende ottimi risultati non appena la situazione tornerà a normalizzarsi. Infine, per far fronte alle difficoltà del settore, sono stati sospesi gli investimenti per ampliare le strutture a Santo Domingo e quelle in Messico e rinegoziati i posti letto con le strutture ricettive nelle località definite a "rischio" oltre a una ridefinizione degli accordi con le compagnie aeree. Allo scopo di ridurre l’indebitamento finanziario sono state cedute alcune strutture alberghiere (circa 20 alberghi) e alcune partecipazioni di minoranza in società immobiliari.
L’opinione sui fondamentali. Al fine di rendere maggiormente rappresentativo il confronto del periodo il gruppo ha predisposto bilanci pro-forma che comprendono l’acquisizione di Viaggi Columbus avvenuta nel settembre 2000. Nel quadriennio il fatturato si è progressivamente incrementato sino a raggiungere, nel ’01, 510,5 milioni di euro in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente a seguito sia del positivo andamento commerciale sia dell’ampliamento dell’offerta di prodotti. Medesima performance anche per l’Ebitda che nel triennio ha progressivamente elevato la propria incidenza sul fatturato sino a raggiungere il 5,8% nell’esercizio appena concluso (29,9 milioni di euro). Frenata invece la crescita dell’Ebit che nel 2001 si è attestato a 15 milioni di euro (+10,8% rispetto a ottobre ’00) per effetto della maggior incidenza di ammortamenti e svalutazioni nonostante la riduzione di circa il 20% delle immobilizzazioni materiali a seguito della dismissione immobiliare. Il Ros è rimasto sostanzialmente stabile (inferiore al 3%) nel periodo considerato. In netto peggioramento invece la gestione finanziaria con oneri netti per 12,5 milioni di euro nonostante il calo dell’indebitamento finanziario netto. Quest’ultimo infatti si è ridotto a 87 milioni di euro, ammontare che non comprende crediti finanziari di lunga scadenza per circa 25 milioni derivanti dalla cessione dei complessi alberghieri. Tra gli oneri finanziari rientrano quelli legati all’investimento in Messico entrato in funzione all’inizio dell’anno. La dismissione immobiliare ha generato proventi straordinari netti per 5,9 milioni di euro consentendo al gruppo di chiudere l’esercizio con un risultato netto di 4,5 milioni di euro (2,8 milioni pro-forma dell’esercizio precedente). Il management proporrà all’assemblea la distribuzione, per la prima volta, di un dividendo unitario di 0,07 per azione.

Sabato 02 Marzo 2002