Ventaglio in borsa: il viaggio di Colombo

21/05/2001

 
AFFARI&FINANZA


Attualità
lunedi 21 Maggio 2001
pag. 20 Ventaglio in borsa: il viaggio di Colombo
CARLO CAMBI


A veder bene più di cinque secoli fa un suo omonimo fece la stessa cosa. Voleva tentare una grande impresa e bussò alle porte dei regnanti finché la cattolicissima Isabella gli dette tre caravelle. Il settore più o meno è lo stesso: si tratta di viaggi. Solo che il Colombo attuale, Bruno, a differenza di quello passato, Cristoforo, offre ai risparmiatori in cambio dei denari qualcosa di più di un’intuizione attorno a un uovo. Lui propone un Ventaglio di opzioni e un progetto industriale fondato sull’esperienza e cinque lustri di attività. Il giudizio su questo progetto lo potranno dare da stamani proprio i sottoscrittori chiamati dall’Imi, che è advisor e sponsor dell’operazione, a prenotare al massimo 9 milioni e 150 mila azioni (valore nominale un euro, range di collocamento tra 4,2 e 5 euro) della IVV spa, pari a circa il 32% del capitale del secondo tour operator italiano per dimensioni: i Viaggi del Ventaglio, appunto, il gruppo controllato da una holding familiare a cui fa capo oltre il 52% delle azioni. L’Ops comincia stamani e si conclude il 23, poi a fine maggio la quotazione al listino.
"Un po’ d’emozione c’è spiega Bruno Colombo, con quella faccia che ricorda lo Sean Connery dei giorni nostri ma questa non è un’avventura, è il desiderio e la necessità di espandere il gruppo e di dare alla nostra attività una ancor più consolidata dimensione industriale". Per chi crede e purtroppo in Italia lo pensano anche molti operatori che il turismo sia solo vacanza sembreranno ragionamenti lunari e invece è la spia positiva che finalmente il primo motore economico italiano (un fatturato proprio di settore stimato sui 130 mila miliardi, allargato attorno ai 250 mila) si mette a regime.
Oggi il gruppo si affianca ad Alpitour, la galassia di proprietà della Ifil, e a Costa Crociere, i soli operatori "industraili" del turismo in Italia. Ma il Ventaglio in Borsa è anche una matricola importante perchè porta il turismo all’attenzione della grande finanza. Una biografia da scrivere quella del capitano del Ventaglio, ma anche un’anomalia positiva constatare che i suoi due figli, Alessandro, amministratore delegato della Ventaclub e Stefano, il più giovane, direttore marketing del gruppo, sono "in azienda a condividere le responsabilità", perchè il turismo ha conosciuto forse più e più rapidamente di ogni altro settore la cosiddetta crisi generazionale nel capitalismo familiare. Il motivo forse è facilmente intuibile: il tour operating è un settore che in Italia è cresciuto molto in fretta ma che ha margini molto stretti, quando i gruppi familiari hanno patrimonializzato hanno pensato che era meglio far posto ad altri. Non è successo così ai Colombo.
"Non è successo spiega Bruno perchè ho cambiato pelle al mio gruppo. Quando sono partito, un quarto di secolo fa dopo essermi fatto le ossa per nove anni prima all’Iberia e poi in Airtour, avevo pensato di seguire le mie passioni: fare viaggi culturali e naturalistici. E vendevo i posti che piacevano a me: il Perù, il Canada, il Kenia. Ero un operatore di stranicchia, affiancato nell’attività da mia moglie MariaGiovanna e da alcuni collaboratori. Poi un giorno mi capitò di pensare che gli italiani avevano diritto a fare del turismo confortevole: a godersi sì la natura e la cultura ma ad essere anche un po’ coccolati. Ed ecco che aprii nel 1987 il "mitico" , almeno per me, Dominicus a Santo Domingo Fu la mia svolta, furono anche i Caraibi per i milanesi, fu la vacanza di classe finalmente a portata di molti. Ecco è nata da lì la formula Ventaclub e oggi questi villaggi sono diventati più di trenta, con 540 mila pacchetti venduti, con oltre 14.500 posti letto e più di 400 dipendenti solo in Italia".
Ma valutando i risultati economici si scopre che l’intuizione di Bruno Colombo affonda solide radici sia nel marketing che nella gestione aziendale. I margini del tour operating classico non arrivano oltre il 2,5%, i margini alberghieri stanno su una media del 30. Ecco perchè inventare, costruire e vendere villaggi conviene. Tuttavia Bruno Colombo ha allargato i suoi orizzonti anche al tour operating classico acquisendo cinque anni fa Caledoiscopio che ora è una divisione del gruppo (viaggi di fascia alta intercontinentali) e nel 2000 la Columbus (specializzata in destinazione mare di medio raggio) . "Mi servivano queste acquisizioni per completare la gamma spiega il presidente del Ventaglio e per allargare il fatturato del gruppo che viaggia verso i mille miliardi. Tuttavia io non ho come concorrenti i tour operator generalisti: i miei concorrenti sono Club Med e Robinson i grandi gestori di villaggi nel mondo perché il 75% del nostro business è comunque concentrato su quella attività. È necessario però innovare sempre. Ed è per questo che intendo fidelizzare ai prodotti Ventaglio almeno un migliaio di agenzie di viaggio perchè la rete distributiva è decisiva".
UNa strategia già impostata da Alpitour con la creazione della catena Welcome Travel e che Colombo vuole però interpretare in maniera più snella. "Non penso né a franchising, né ad acquisto di agenzie, il mio concetto è il network attorno all’idea di ospitalità che trasmette il Ventaglio". A dare impulso a questo secondo step serve l’ingresso in Borsa. "I capitali che chiediamo al mercato spiega Bruno Colombo ci servono per espanderci con l’apertura di nuovi Ventaclub in tutte le aree geografiche di maggiore interesse nel mondo, ma anche per consolidare la presenza in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno". Ma oltre a questi investimenti il Ventaglio ha in animo anche di rafforzare la sua strategia (il gruppo oltre alla società VentaClub, alla divisione Caledoiscopio, a Columbus ha altre società di servizio come Ventadiving, Ventaevents per l’organizzazione di spettacoli, Vacanze nel mondo) che è fatta di presenza culturale e di declinazione del turismo non solo come destinazione, ma anche come scopo e interpretazione dello stile di vita. Intanto si punta anche sull’ampliamento dei servizi offerti alla clientela. A cominciare dal credito al consumo (lentamente ma sta crescendo il mercato delle vacanze rateali), seguitando con Internet (più come strumento di prenotazione che come mercato aggiuntivo) e finendo con la distribuzione dei prodotti (ecco la catena della agenzie) e l’assistenza totale al cliente. Perchè sostengono al Ventaglio la vacanza oggi è il più meditato degli investimenti che i consumatori fanno e si aspettano che il dividendo sia distribuito in termini di benessere.