Ventaglio cerca partner tedesco

10/09/2003

      mercoledì 10 settembre 2003

      Ventaglio cerca partner tedesco
      L’intero 2003 in «sostanziale pareggio»

      MILANO – Partnership con un tour operator (preferibilmentetedesco), aumento del giro d’affarirealizzato puntando soprattutto su clienti esteri, raddoppio della rete di agenzie in franchising portandole entro un paio d’anni dalle 160 attuali a oltre 300. Così Bruno Colombo, presidente del gruppo Viaggi del Ventaglio, conta di trovare la spinta decisiva per passare al primo posto nella classifica di settore sul mercato italiano
      mettendo in discussione il primato di Alpitour. E lo fa convinto di confermare il ritmo
      di crescita degli ultimi anni in cui la società è passata da un fatturato di 485 milioni di
      euro nel 2000 al traguardo di 700 milioni di euro che conta di superare a fine ottobre,
      quando verrà chiuso l’esercizio in corso. Certo gli attentati dell’11 settembre a New
      York, la guerra in Irak e l’epidemia di Sars hanno rallentato la marcia e lasciato il
      segno sul fronte della redditività. «Ma i numeri parlano chiaro e il recupero è risultato
      eccezionale», conferma Colombo, che coglie l’occasione per anticipare qualche numero sui conti 2003.
      Naturalmente si tratta di proiezioni perché ufficialmente è in arrivo solo la terza trimestrale dell’anno che, tuttavia, risulta poco significativa in quanto riguarda
      maggio, giugno e luglio, mentre il mese di agosto vale il 26% del fatturato annuale
      e circa metà dei margini delle attività di tour operator.
      Il bilancio 2003 chiuderà in «sostanziale pareggio», recuperando così le perdite per quasi 15 milioni di euro dell’esercizio precedente. Altrettanto significativi risultano i dati sull’andamento delle vendite: il giro d’affari segna un incremento intorno al 24%, che sale al 30% tenendo conto dell’acquisita Lauda Air (gruppo Livingston).
      Non solo. Al 6 settembre le prenotazioni in portafoglio hanno superato i 650 milioni
      di euro. Per quanto riguarda i clienti, invece, sono passati da 630 mila a 756 mila circa
      senza Lauda air (+20%) e a 800 mila considerando il dato di gruppo (+27%). Performance di gran lunga superiori alla media del mercato, in aumento ma solo del 3,6% (il giro d’affari complessivo del comparto è intorno a 4,5 miliardi di euro).
      Numeri che, tradotti in quote di mercato, significano che Viaggi del Ventaglio ha raggiunto quota 15%, contro il quasi 20% di Alpitour.
      Negli ultimi anni, anche utilizzando le risorse raccolte con la quotazione in borsa, Viaggi del Ventaglio è cresciuta con acquisizioni significative che hanno permesso di
      verticalizzare le attività del gruppo affiancando il trasporto aereo all’offerta tradizionale
      dei villaggi. «Ormai la campagna acquisti è sostanzialmente terminata», commenta il
      p r e s i d e n t e , «ed è cominciata una fase di consolidamento.»
      L’obiettivo è triplice: crescere per linee interne, aumentare la redditività e portare l’indebitamento sotto la soglia dei 100 milioni di euro (attualmente è di 115 milioni di euro). «Nell’anno in corso i margini aziendali dell’attività di tour operator sono cresciuti di almeno 3 punti passando dal 9,8% al 13% sul fatturato», dice Colombo.
      E spiega: «Un risultato che abbiamo ottenuto sia centralizzando servizi interni sia
      vendendo al meglio, cioè portando le prenotazioni al 54% del totale e riducendo sensibilmente quella che considero una piaga per l’intero settore: il last minute, che attualmente per noi è sceso al 4-5% contro una media per il comparto intorno
      al 15 per cento».

      FABIO TAMBURINI