Venezia. C’è lo sciopero: trema la grande distribuzione

16/11/2007
    venerdì 16 novembre 2007

      Pagina 22 – Cronaca

        C’è lo sciopero dei commessi
        Trema la grande distribuzione

          La protesta è nazionale e unanime I centri commerciali provinciali rischiano di dover restare chiusi Disagi per i clienti

            MARTA ARTICO

            Stanno dietro al bancone dei surgelati, battono lo scontrino alla cassa, riempiono gli scaffali da mattina a sera e sempre più spesso devono recarsi al lavoro la domenica, magari dopo aver staccato la sera precedente alle 21. E devono essere cortesi, pronti a fornire qualsiasi informazione ai clienti, con la piega in ordine e il sorriso sulle labbra. Spesso però, i dipendenti delle medie e grandi strutture di vendita, degli ipermercati e supermercati del Veneziano, dal Panorama al Carrefour, dal Centro Le Barche all’Auchan, non sono adeguatamente «ricompensati» per gli sforzi e la flessibilità sempre maggiore richiesta.

            Disagi. Per questo domani chi va a far compere, potrebbe imbattersi in qualche disagio e trovare gli ipermercati chiusi, oppure incontrare delegazioni di lavoratori che invitano a non fare la spesa. Il terziario incrocia le braccia per un giorno: Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uiltcs-Uil, che rappresentano i dipendenti del commercio, dal piccolo negozio al dettaglio con due dipendenti alle medie e grandi strutture di vendita, hanno proclamato lo sciopero. Motivo? Il rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre del 2006.

              Rivendicazioni. I sindacati chiedono un aumento di 78 euro mensili per tutelare il potere d’acquisto, ma soprattutto più diritti dei commessi, sempre più spesso donne con famiglia e bimbi a carico, la stabilizzazione dei precari (contratti a termine, apprendisti e dipendenti part-time) e ancora assistenza integrativa. Il trend è quello di tenere aperti i negozi la domenica e chiudere alle 22 sette giorni su sette? «Allora – spiega Bertilla Manente (Cisl) – le aziende devono garantire il rispetto dei turni, il riconoscimento dei festivi, degli straordinari, ma anche la sicurezza per le donne che tornano a casa alle 23 da Marcon come dalla Romea, e magari non hanno adeguati servizi pubblici».

                Critiche. I sindacati puntano il dito contro il Comune di Venezia che «dà man forte alle grandi e medie strutture e non ascolta le categorie prima di accordare aperture domenicali», ma anche contro Comuni più piccoli, sempre pronti a favorire i centri commerciali. «Spesso – continua Cristina Silvestri (Cgil) – ci si dimentica che la ragazza che vediamo sempre perfettamente truccata dietro il bancone, è anche una mamma con figli, che magari ha lavorato fino a notte il giorno precedente, la mattina è di nuovo in piedi e magari non è riuscita ad andare alle poste, che il sabato sono chiuse».

                  I numeri. Il Carrefour di Marcon da solo conta 270 dipendenti, Auchan 400, Panorama 130. I dipendenti di Coin del Centro Le Barche sono 90. Gli addetti alle vendite sono 150 mila in tutta la regione, 30 mila in provincia, di cui l’80% donne. Due terzi lavorano nella grande distribuzione e il 25% è precario. Una situazione insomma, di forte disagio. Tanto che oggi una delegazione di dipendenti e degli stessi sindacati di categoria, si presenterà alle 10 al teatro Kolbe dove è in corso l’incontro del patriarca di Venezia Angelo Scola con i lavoratori e le rappresentanze del mondo del commercio mestrino, per chiedere solidarietà anche alla chiesa veneziana. I sindacati inviteranno i consumatori allo «stop al carrello», a non fare cioè la spesa per un giorno. Dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18 davanti alle Barche di Mestre e davanti al Pam di Spinea, è in programma un presidio dei sindacati.

                    La prima volta. «E’ il primo sciopero nazionale del settore – conclude Luigino Boscaro, della Uil Turismo e Commercio – finora non abbiamo mai dovuto ricorrere a tanto per il rinnovo del contratto».