Veneto. Upim aperta a Pasqua: dipendenti in sciopero

06/04/2007

    venerdì 6 aprile 2007

      Pagina 6 – Cronaca Verona

      I sindacati proclamano la protesta per domani e domenica

        Upim aperta a Pasqua,
        i dipendenti in sciopero
        L’azienda: «Stipendi più alti»

          Rc: politici cattolici assenti. E serve il boicottaggio

            Carlotta di Colloredo

            VERONA — Dopo la polemica sull’apetura di Upim a Pasqua e il Primo Maggio, i sindacati riunitisi ieri in assemblea con i dipendenti del gruppo hanno deciso uno sciopero per domani e domenica. Ma l’azienda milanese si difende.

            « Noi abbiamo la stessa posizione che abbiamo avuto a Natale, non obblighiamo nessuno dei nostri dipendenti a prestare servizio il giorno di Pasqua, nemmeno quelli che hanno contratti di lavoro a tempo determinato » , fa sapere Upim per bocca del suo portavoce Pietro Cavalletti, aggiungendo che « sono gli stessi dipendenti a chiedere di lavorare nei giorni festivi in quanto vengono pagati il doppio » . Durissima la replica dei rappresentanti sindacali, forti del passo indietro del gruppo Coin che aveva annunciato l’apertura per il lunedì dell’Angelo. « Forse Upim non si ricorda il contenuto delle lettere con cui assume i propri dipendenti » dice Adriano Filice della Cgil, denunciando come le « aperture domenicali favoriscano più lo sfruttamento » che l’incremento occupazionale. « Per le lavoratrici a tempo determinato la domenica è considerato un giorno lavorativo – spiega Filice- la possibilità di lavorare nei festivi e il relativo bonus del 30 per cento, vale infatti solo per i dipendenti assunti a tempo indeterminato, ormai in minoranza » .

            Upim fa sapere la sua anche riguardo alla scelta di praticare l’apertura nei giorni festivi. « Sia mo un’azienda che viene da una profonda crisi, e non ci possiamo permettere di perdere queste occasioni » continua Cavalletti ricordando il successo dell’apertura natalizia e l’auspicio che il record di vendite possa ripetersi a Pasqua e sottolineando di aver trovato « la comprensione delle ragioni aziendali da parte del sindaco e del vescovo di Verona ancora lo scorso 25 dicembre » .

            Ma una critica pesante alla scelta di Upim è arrivata dalle colonne del settimanale della curia in un editoriale del direttore don Alberto Marangoni. « Ogni festa religiosa ormai è diventata anche il pretesto per qualche parallela operazione commerciale e turistica – scrive Marangoni – Nella nostra città, c’è chi sarà costretto a lavorare pure questa domenica per non perdere il posto e lo stipendio, sebbene non si trovi ad essere impegnato nello svolgimento di servizi essenziali ma, al massimo, a vendere pigiami o calseti » .

            A sostegno delle lavoratrici di Upim nel pomeriggio di domani ci saranno anche gli esponenti provinciali di Rifondazione Co munista che davanti al negozio di via Mazzini distribuiranno volantini di solidarietà e di invito al boicottaggio. « Ci aspettavamo – dicono il segretario provinciale di Rc Renato Peretti e il candidato sindaco Fiorenzo Fasoli – una levata di scudi, non solo flebili proteste, da parte del variegato mondo politico veronese, magari da parte di quei settori cattolici sempre pronti a difendere la famiglia, difesa che si ferma sempre di fronte all’organizzazione del lavoro finalizzata al profitto a tutti i costi » .